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Premio Napoli, flop accademico

LA FONDAZIONE “Premio Napoli” sta soccombendo sotto le sue stesse macerie. Artefici della distruzione di un Ente culturale fiore all’occhiello della città sono stati impunemente il sindaco di Napoli Luigi de Magistris e il suo “socio” azionista Maurizio Maddaloni, presidente della Camera di Commercio di Napoli. Licenziato il vecchio presidente Silvio Perrella hanno pensato bene di affidare la direzione

a un manipolo di accademici capitanati dal letterario Gabriele Frasca ma senza dargli un becco di un euro.

 

Eventi sottotono, atmosfere da torre di avorio, conciliaboli intellettualoidi insomma il “Premio Napoli” si è allontanato da Napoli. Alla fine il “vento di creazione” non ha soffiato per niente anzi. Adesso con i creditori alla porta e Palazzo San Giacomo in affanno per racimolare qualche soldo non si sa che futuro avrà la Fondazione “Premio Napoli”.

A partire dal 2009, proprio nel momento in cui coinvolgeva quartieri di Napoli e un esercito di lettori, è stata oggetto di una distruttiva politica della disattenzione, prima, e della palese rimozione poi. Le politiche culturali “alte” sono cosa ben diversa dai populismi post berlusconiani di chi, avendo compiti di amministrazione, confonde il coinvolgimento dei territori con le sagre paesane che sono un’altra cosa.

La cultura è fatta di contenuti, di strutture, di operatori qualificati, di opportunità e diventa viva come accade per i bei libri, solo quando se ne favorisce la domanda. Scassare è facile ma spesso le demolizioni senza progettualità provocano solo macerie e preoccupanti polveroni.

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www.ladomenicasettimanale.it

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La domenica n.15 Dicembre/Gennaio 2014
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