Ospedale del mare

L’OSPEDALE del Mare sostituirà i presidi sanitari dell’Ascalesi, del Loreto mare, del San Gennaro e degli Incurabili. C’è un particolare non da poco: con la nuova riperimetrazione della Protezione Civile, la struttura è in piena Zona Rossa, quella da evacuare in caso di eruzione del Vesuvio

Lo scandalo si chiama “Ospedale del Mare”, un mostro di cemento più o meno antisismico con travi d’acciaio e grossolane pomposità architettoniche di dubbia utilità. Una mega struttura che adesso con la riperimetrazione della Zona Rossa quella cioè che dovrebbe essere evacuata prima dell’inizio di una eventuale eruzione del Vesuvio, si trova al centro di una emergenza.

La decisione è stata adottata dalla Protezione civile nazionale che vagliando rapporti tecnici e studi sul rischio eruzione del Vesuvio ha deciso di estendere i confini dell’area di massimo rischio anche a parte della zona orientale di Napoli, e, in particolare a Ponticelli dove appunto sorge il cantiere della grande struttura ospedaliera.

Senza parole. Chi ha progettato a suo tempo l’insediamento dell’ospedale non lo sapeva che si edificava a ridosso di una potenziale Zona Rossa? Perché è stato consentito un progetto del genere? Perché la Regione all’epoca guidata da Antonio Bassolino ha avallato questa soluzione? Quali interessi c’erano in gioco? C’entra qualcosa la moglie (famiglia di costruttori) di un potente ex assessore, ora eurodeputato e uomo da sempre di Bassolino?

La collocazione dell’Ospedale del Mare nella vecchia zona gialla, tecnicamente “a pericolosità differita”, non metteva – certo- al riparo la struttura e i suoi futuri ospiti dalla furia distruttiva del vulcano. In realtà, dopo il superamento di tanti intoppi creati dalla formula del project financing scelto per la realizzazione della struttura, proprio ora che secondo l’ultima versione ufficiale, i lavori dovrebbero concludersi definitivamente nel 2015, riesce difficile immaginare un clamoroso dietro front.

L’Ospedale a Ponticelli sarà, insomma, completato. Ma proprio per questo occorre pretendere le massime garanzie sulla sicurezza del personale e dei circa 500 degenti. La struttura, infatti, ingloberà i presidi ospedalieri dell’Ascalesi, del Loreto mare, del San Gennaro e degli Incurabili che a breve chiuderanno. Motivo: abbattere la spesa sanitaria. Quindi in caso di emergenza bisognerà evacuare i degenti. Bene. Si farà in tempo? E dove li trasferiranno?

Pier Paolo Milanese

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