Ricordando Impastato

RICORDANDO PEPPINO IMPASTATO, il giovane giornalista siciliano trucidato a Cinisi che osò sfidare l’avanzata della nuova mafia. Il Comune di Agropoli ricorderà quel giornalista dedicandogli un campo sportivo.

Con una piccola cerimonia è stata collocata la prima pietra del futuro impianto sportivo polivalente intitolato a Giuseppe Impastato, il giornalista siciliano ucciso dalla mafia nel 1978. Il progetto per 492 mila euro è stato finanziato attraverso il Pon Sicurezza 2007-2013 nell’ambito dei fondi concessi dal ministero degli Interni per le regioni.

Alla cerimonia è intervenuto il sindaco di Agropoli Franco Alfieri. “Agropoli – ha detto – si sta caratterizzando in campo regionale e non solo come città attenta alla pratica sportiva, anche come elemento di crescita umana e come promozione turistica. Con questi due interventi, inoltre, concretizziamo una preziosa azione di riqualificazione e valorizzazione della zona Moio”.

“Il nuovo campo sportivo – ha aggiunto il sindaco – è stato concepito per creare un luogo nel quale promuovere, tra i giovani del territorio, il rispetto delle regole, l’osservanza della disciplina nella vita e nello sport e l’adozione di comportamenti improntati alla legalità. Significativa, in tal senso, la scelta di intitolarlo a Peppino Impastato”.

Nella stessa area, che dovrebbe diventare una cittadella dello sport, sono in via di completamento i lavori di costruzione della palestra per la danza sportiva e sono in corso quelli per l’ampliamento e la sistemazione di via del Piaggese.

Monica Capezzuto
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Chi era Peppino Impastato?

ANCORA RAGAZZO Peppino Impastato rompe con il padre, che lo caccia di casa, ed avvia un’attività politico-culturale antimafiosa. Nel 1965 fonda il giornalino L’idea socialista e aderisce al PSIUP. Dal 1968 in poi, partecipa, con ruolo di dirigente, alle attività dei gruppi comunisti.

Conduce le lotte dei contadini espropriati per la costruzione della terza pista dell’aeroporto di Palermo, in territorio di Cinisi, degli edili e dei disoccupati. Nel 1976 costituisce il gruppo Musica e cultura, che svolge attività culturali (cineforum, musica, teatro, dibattiti.); nel 1976 fonda Radio Aut, radio libera autofinanziata, con cui denuncia i delitti e gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini, in primo luogo del capomafia Gaetano Badalamenti (spesso chiamato “Tano Seduto” da Peppino), che avevano un ruolo di primo piano nei traffici internazionali di droga, attraverso il controllo dell’aeroporto.

Il programma più seguito era Onda pazza, trasmissione satirica con cui sbeffeggiava mafiosi e politici. Nel 1978 si candida nella lista di Democrazia Proletaria alle elezioni comunali.

Viene assassinato nella notte tra l’8 e il 9 maggio del 1978, nel corso della campagna elettorale; col suo cadavere venne inscenato un attentato, volto a distruggerne anche l’immagine, in cui la stessa vittima apparisse come attentatore suicida, ponendo una carica di tritolo sotto il suo corpo adagiato sui binari della ferrovia. Pochi giorni dopo, gli elettori di Cinisi votano il suo nome, riuscendo ad eleggerlo, simbolicamente, al Consiglio comunale.

Stampa, forze dell’ordine e magistratura parlano di atto terroristico in cui l’attentatore sarebbe rimasto vittima di suicidio dopo la scoperta di una lettera scritta in realtà molti mesi prima. L’uccisione, avvenuta in piena notte, riuscì a passare la mattina seguente quasi inosservata poiché proprio in quelle ore veniva “restituito” il corpo senza vita del presidente della Dc Aldo Moro in via M. Caetani a Roma.

 

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