Rione Forcella, comincia il circo dei politici nel nome di Annalisa Durante

Il rione Forcella è la periferia del centro storico di Napoli con la maggiore densità d’Italia di pregiudicati concentrati in un luogo fisico e con il numero più alto di vittime innocenti coinvolte in regolamenti di conti tra camorristi. Faccio un solo nome: Annalisa Durante, 14 anni, ammazzata in via Vicaria Vecchia il 27 marzo di 11 anni fa.

Di chi è la colpa di questo sfacelo? In quelle stradine sconsolate abbandonate dagli uomini e da Dio si continua a sparare ad ogni ora, si continua a seminare il terrore, si continua a spargere sangue. Lo si fa in silenzio, nascosti insomma con la cazzimma da camorrista di lunga tradizione. Nessuno e dico nessuno, muove un dito.

Mi fa rabbia registrare puntualmente a ogni campagna elettorale la fiumana di politiconzoli che affacciandosi con piglio antropologico nelle viuzze all’ombra del Duomo – seguiti dal codazzo scondinzolante di portaborse, segretari e faccendieri  – tira il fiato e fa il solito comizietto. Giusto a favore di telecamera e per apparare il titolo della pagina del giornale.

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Questa foto è dell’agenzia Omninapoli http://www.omninapoli.com/

Oggi è toccato a Vincenzo De Luca, candidato per il centro-sinistra alla presidenza della Regione Campania, farsi la passeggiatina elettoralistica a Forcella. Non sono mancate le foto davanti alla scuola intitolata ad Annalisa e l’abbraccio con il papà della 14enne, Giovanni Durante. Come sempre passata l’elezione, passa il santo.

Giovanni è rimasto a Forcella nonostante sia morto dopo la scomparsa della figlia. Stringe i denti e va avanti o meglio cerca di andare avanti. É un simbolo serio di resistenza vera alla camorra. Non è un professionista della legalità. Non ci campa. Anzi non ha mai chiesto nulla anche se non ha nulla.

Un uomo perbene che dall’orrore di quella tragedia ha tirato fuori il miele, come ha detto Roberto Benigni. L’ha fatto da solo. Con i suoi piccoli mezzi. Nei suoi  occhi e nel suo cuore c’è una grande, grandissima forza: Annalisa, la sua adorata figlia.

Sono trascorsi 11 anni e lui è ancora solo, anzi più solo di prima. Pacche sulle spalle, strette di mano, incoraggiamenti poi parole, parole e ancora parole.

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Questa foto è dell’agenzia Omninapoli http://www.omninapoli.com/

Giovanni Durante non ha un lavoro. Tante promesse. Il solito: poi vediamo, faremo, non c’è problema. Scappano tutti e di ogni colore politico. Chiacchiere, chiacchiere e chiacchiere. Giovanni deve lavorare. Giovanni vuole lavorare. Giovanni dev’essere aiutato dalle istituzioni.

Dovrebbe essere un punto d’onore per la politica farsi carico di questa vicenda troppo superficialmente dimenticata, archiviata, seppellita da una retorica odiosa.

Salvatore Giuliano è il  pregiudicato, il killer, il rampollo della casata criminale che ha trucidato Annalisa quel sabato sera nel corso di una sparatoria in via Vicaria Vecchia. Annalisa aveva solo 14 anni. Una bambina.

Tra meno di tre anni sarà libero, il suo carnefice. Avrà scontato la pena detentiva. Di fronte alla legge ha espiato il suo debito con la giustizia. Libero mentre Annalisa è sotto terra. Potrà nuovamente tornare a Forcella e comandare, ovvero riprendere ciò che faceva prima dell’agguato: rifondare il clan Giuliano.

É la sconfitta più grave della città, delle istituzione, dei napoletani tutti anche quelli che abitano a via Petrarca.

Chi politico mette piede a Forcella dovrebbe tenere tutto questo in mente, fissarlo nei suoi pensieri, se ne possiede qualcuno. Stare in silenzio e ascoltare. Una volta nelle istituzioni dovrebbe operare con la rabbia, l’onestà e l’impegno di Giovanni. Invece, adagiati a un burocratese nonsipuotismo diventano complici della camorra.

Arnaldo Capezzuto

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