Musei: MANN, al via Archeologia ferita su traffici illeciti Fare rete per salvaguardare il patrimonio e combattere il malaffare

Fare rete per salvaguardare il patrimonio e combattere il traffico illecito nel mondo dell’arte: e’ la parola d’ordine lanciata dalla due giorni ‘Archeologia Ferita’, organizzata dal Museo Archeologico di NAPOLI, diretto da Paolo Giulierini, con l’Universita’ Federico II, dove si e’ parlato anche del nuovo testo di legge, con sanzioni molto piu’ elevate e nuove fattispecie di reato, che entro fine legislatura potrebbe conclude l’iter, come ricordato da Tiziana Coccoluto, vice capo di gabinetto vicario del Mibact, tra i relatori della prima giornata.

Per il procuratore Giovanni Melillo neanche il Codice Beni culturali del 2004 ha trovato soluzioni adeguate al problema riservando “una posizione ancillare al diritto penale rispetto al diritto amministrativo. Occorrerebbe invece un modello corrispondente a quello che è il traffico internazionale di opere d’arte.

L’Italia non è solo vittima di traffici illeciti di opere d’arte ma anche protagonista”, ha ricordato Melillo citando il caso del saccheggio della biblioteca di Baghdad nel 2003 dove anche il nostro paese “ha fatto parte del sistema di spoliazione di un’identità culturale.

Questa consapevolezza può far comprendere la fase laboriosa di lavoro per creare sistemi di controllo e anche un sistema penale a tutela dei beni culturali. Si tratta di un mercato retto da una offerta gigantesca in ogni angolo del mondo”.

“Da sole le forze di polizia non possono recuperar beni culturali sopratutto se si trovano in un territorio diverso da quello italiano. Fare squadra è vincente”, ha detto il colonnello Alberto Deregibus, vice comandante del Nucleo Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale di Roma ricordando che l’Italia “è l’unico paese al mondo ad avere un reparto di polizia alle dirette dipendenze di un ministero che si occupa di cultura” ed il grande lavoro della task force creata con il Mibact che ha operato anche nei territori colpiti dal terremoto dell’Italia centrale.

“Non ultimo tra i nostri compiti è quello della sensibilizzazione dei cittadini, a cominciare dalle scuole”, ha detto Deregibus ripercorrendo la storia cinquantennale del nucleo che ha recuperato migliaia di reperti (come in Svizzera nel 2016) e operato ‘restituzioni’ anche ad altri stati.

“Proprio dalla restituzione dello Zeus da parte del Museo Getty – ricorda il direttore Paolo Giulierini – e’ nata l’idea di realizzare un confronto tra specialisti per la salvaguardia del patrimonio mondiale, che e’ per il Museo un modo per fare ricerca attiva”.

Alla seconda giornata parteciperanno, tra gli altri, Andrej Nikolaevic’ Nikolaev per il Museo dell’Ermitage (Russia), Claire Lyons, Curator of Antiquities per J.P. Getty Museum (USA), Massimo Osanna, direttore generale del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico di Paestum, Francesca Spatafora, direttore del Museo Salinas e del Polo Regionale di Palermo per i Parchi e Musei Archeologici, Khalil Mahmoud Khalil, direttore del Museo Archeologico di Amman (Giordania).

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