I segreti della dieta mediterranea Un recente studio ha stabilito che osservandola si vive di più

ANCEL Keys, il biologo americano che scoprì la dieta mediterranea, è vissuto fino all’età di 100 anni. Già questo basterebbe forse per rimarcare l’impatto benefico sull’aspettativa di vita che diversi studi negli anni hanno associato a questo regime alimentare – a base di cereali, legumi, verdura, frutta, pasta, olio d’oliva, pesce, con ridotto consumo di carne e di formaggi – diffuso nelle regioni che si affacciano sul Mediterraneo. Ora però una nuova ricerca ci dice non solo che la dieta mediterranea è un elisir di lunga vita, ma che non si è mai troppo anziani per iniziarla.

Riconosciuta dall’Unesco come patrimonio dell’umanità, la dieta mediterranea fu scoperta da Kyes durante un soggiorno in Italia negli anni ’50. Il biologo americano rimase colpito dalla bassa incidenza di patologie cardiovascolari e di disturbi gastrointestinali in regioni dell’Italia meridionale, come la Campania.

Non poteva essere un caso, pensò. Fu lui ad avviare il primo studio pilota, coinvolgendo gli abitanti del comune calabrese di Nicotera, per dimostrare gli effetti salutari del regime alimentare diffuso nelle regioni del Sud Italia.

Nel ’62 si trasferì a Pioppi, in Campania, per continuare i suoi test: i risultati delle ricerche, andate avanti per decenni, sono stati raccolti poi nel volume Eat well and stay well (Mangiare bene e stare bene).

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