I politici Avatar: Storie di brontosauri

Tremate son tornati. Come chi?  I brontosauri della prima Repubblica. Cambia la geografia politica, scompaiono i partiti, muoiono i leader ma loro sono sempre in sella al potere. Gli Avatar e vicerè di Napoli Paolo Cirino Pomicino, ‘o Ministro, Giulio Di Donato, Francesco De Lorenzo e persino il socialisteggiante Nello Polese. Un  rimasuglio della banda dei quattro emerge dal sottosuolo e grida vendetta.

Pomicino condannato ad un anno e otto mesi per finanziamento illecito (tangente Enimont) e dopo aver patteggiato una pena di 2 mesi per corruzione per fondi neri Eni, già coinvolto nella cattiva gestione per il Terremoto dell’Irpinia del 1980 (60 mila miliardi di lire) è fresco fresco approdato alla Tangenziale di Napoli.

Che bello rivedere il faccione di Giulio Di Donato, ex vicesegretario del Psi di Craxi, ritenuto colpevole del reato di corruzione  per la privatizzazione del servizio di nettezza urbana e condannato in via definitiva a 3 anni e 4 mesi di reclusione occupa con il suo sederino la poltrona di consigliere del Teatro stabile della città di Napoli. Mentre il mancato “Nobel” De Lorenzo, è vicepresidente dell’ECPC, inventore dell’Aimac, che raccoglie 500 associazioni di volontari nella lotta contro il cancro  ed è membro dell’Osservatorio Nazionale per il Volontariato del Ministero del Lavoro e Politiche Sociali. Sono in tanti ad aver rimosso la sua condanna a 5 anni per associazione a delinquere e finanziamento illecito al suo  partito, il Pli.

Di questi giorni la tegola: dovrà risarcire con 5.164.569 euro lo Stato per i danni arrecati tra corruzione e concussione negli anni 1982-1992. Serenamente ha detto: “Vivrò da francescano per restituire tutto”. La carrellata da brivido si chiude con Polese: dimessosi  nel 1993 da sindaco di Napoli in piena bufera di Tangentopoli. Tre mesi di galera, 23 processi, la sospensione dall’insegnamento universitario, qualche assoluzioni, qualche proscioglimenti e su invito di Caldoro non ha resistito e si è lanciato al timone dell’Eav (azienda dei trasporti della Campania).

Arnaldo Capezzuto

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