UN INTOCCABILE Nicola Cosentino: da almeno dieci anni è al centro di trame, di poteri e di interessi tentacolari. La frase leit motiv, stella polare del “suo” fare politica è: “Fratù  mij mò verimm come ciamm apparrà”. Senza parole. Fissate bene la sua foto di copertina, ecco: una faccia così, può – secondo voi, con onestà – operare per il bene collettivo? La comprereste un’auto usata da uno così? Che direbbe l’antropologo Cesare Lombroso? Se le vie della scienza sono infinite quelle della giustizia no.

Per ben due volte i magistrati partenopei hanno chiesto l’arresto del fine giurista di Casal di Principe. Richiesta legittima, confermata da tutti i gradi di giudizio a garanzia dell’imputato.

 

L’ineffabile deputato per ben due volte però è riuscito ad imbrigliare il Parlamento ed a  scansare le manette. E’ bene ricordare che il sederino di Cosentino è da tre legislature incollato sulla poltroncina della Camera con tanto d’immunità parlamentare garantita e ruolo istituzionale di rango: fino a gennaio scorso – questo politiconzolo – era sottosegretario all’Economia con delega al Cipe.

Il disonorevole Nick’ ‘o Mericano si è scoperto un gran fans del senatore Marcello Dell’Utri – già condannato per mafia -. La pratica di beatificazione cosentiniana è cominciata quando il fondatore della concessionaria Publitalia è stato “parzialmente sollevato” dai suoi guai grazie alla strana (non unica) sentenza di Cassazione volta a svuotare – una prassi consolidata – l’applicazione di fatto della contestazione di associazione esterna di stampo mafioso.

Una breccia  – salva intoccabili – nella legislazione antimafia del dopo stragi di Capaci e via D’Amelio. Della serie:  una celebrazione non retorica dei poteri occulti per ricordare  il ventennale degli eccidi dei giudici Falcone e Borsellino.

Sul capo dell’ex coordinatore regionale della Campania del Pdl piovono inchieste e provvedimenti giudiziari come se fosse l’alluvione. Ci sono undici collaboratori di giustizia tra camorristi, colletti bianchi, funzionari, imprenditori che definiscono il deputato casalese come una persona “acconcia”, ossia “a posto”. Chi vuole approfondire consulti “Il Casalese”.?

La schedatura: Nick’ ‘o Museo

Il disonorevole deputato Nicola Cosentino nonostante anni e anni di legislatura alle spalle si segnala agli ultimi posti nella classifica che misura il rendimento dei parlamentari. Poche iniziative di legge, poche interrogazioni e quasi sempre assente alle votazioni.

Nei corridoi di Montecitorio gli avevano affibbiato il nomignolo  di Nick ‘o Museo per le sue eccentriche e discutibili proposte di legge finalizzate unicamente all’istituzione di musei.

Ricordiamo: Museo della Seta, Museo della Mozzarella, Museo della ceramica, Museo della flora e della fauna del mare Mediterraneo, Museo della produzione alimentare, Museo della canzone napoletana, Museo del mare, Museo della pasta alimentare, Museo dell’arte orafa.

Troppo occupato per presentare un’interrogazione, un atto ispettivo sui clan dei Casalesi – fazione Schiavone? Sulla gestione dei consorzi dei rifiuti? Sulle infiltrazione malavitose nei comuni casertani? Sul racket e usura?

Arnaldo Capezzuto

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