Lo sbuffo del mostro

NESSUNO CREDEVA alle segnalazioni  dei residenti della Vigliena nel quartiere di  San Giovanni a Teduccio che denunciavano di sera strane chiazze giallastre fuoriuscire dagli scarichi della centrale elettrica a turbogas. Ma quando due animatori di un comitato civico hanno diffuso le foto choc allora è scattato l’allarme: Arpac, Capitaneria e Regione hanno disposto accertamenti. Chiazze giallastre in mare Lo scenario è tetro, claustrofobico, orrido. La schiuma giallastra la si vede da lontano.

Una scia maleodorante ammorba l’aria e fa lacrimare gli occhi. Il fetore lo si percepisce soprattutto quando gira il vento. Non sorprende la denuncia di Vincenzo Morreale e Antonio Trotta del comitato civico San Giovanni a Teduccio che a fine agosto hanno documentato con inequivocabili foto enormi chiazze di colore bianco e giallo che ogni sera prendono il largo a partire dal canale delle acque di raffreddamento della centrale turbogas della Tirreno Power a Vigliena nel cuore del quartiere di San Giovanni a Teduccio.

Quel tratto di litorale nonostante la presenza di scarichi refrigeranti degli impianti e canaloni fognari sono una zona di bagni. Gli avvisi di non balneazione, i cartelli di pericolo, i divieti sono inutili.  I residenti per tradizione ci vanno. Improvvise onde anomale, gorghi artificiali, correnti e dislivelli create dalle turbine della centrale hanno rubato tragicamente vite.

Non si conosce il vero carico inquinante di quello specchio d’acqua: ci sono residui fecali ma anche metalli pesanti. Una situazione esplosiva. Dicevamo non sorprende l’ennesima denuncia di Morreale e Terracciano: sono  anni che  battagliano. La riconversione della centrale della Vigliena è stata illegale.  Non si conosce il carico inquinante  Quel mostro – denunciano – è stato costruito contro ogni normativa e regola di buon senso.

La vicenda è lunga e travagliata. Ufficialmente non si tratta di un impianto nuovo ma di una riconversione del precedente. Escamotage raffinato per tenere lontane le burocrazie dei nullaosta, permessi e studi di impatto ambientale. Dall’uovo è spuntata una centrale   turbogas della Tirreno Power (Gdf Suez, Sorgenia, Hera, Iren i detentori delle quote) non compatibile con gli standard di sicurezza dei centri abitati e ambientali.

Una centrale di grosse dimensioni a ridosso di un quartiere densamente abitato ed a pochi metri dal nuovo porto merci di Vigliena. Un’assurdità. La comparsa delle mostruose chiazze sono solo l’ultimo inconveniente denunciato dagli attivisti del comitato civico. L’iniziativa di Morreale e Trotta ha avuto il merito di far smuovere l’Arpac,  la Capitaneria e la Regione. I vertici della multinazionale per ora non danno spiegazioni. Le uniche informazioni sono quelle celebrative del sito web della  Tirreno Power sull’impianto di Napoli.

Le accuse di Morreale e Trotta “Napoli est – protestano con forza Trotta e Morreale – è già un concentrato di veleni e di degrado. È inaccettabile che si continui ad avvelenare il mare e la vita della gente, impunemente. Il raccapricciante spettacolo di questi giorni disegna uno scenario ben lontano sia dalle rassicuranti brochure pubblicitarie diffuse dalla Tirreno Power, sia dagli atti pubblici in cui, nero su bianco, si impegnavano ad instaurare un rapporto con la cittadinanza basato sulla più totale trasparenza”.

Monica Capezzuto

© Riproduzione riservata
www.ladomenicasettimanale.it

Facebook0
Twitter
RSS

ASCOLTA LE ULTIME NOTIZIE

Scroll Up