SCENA MUTA. Niente saccio, niente dissi. Il senatore Marcello Dell’Utri in gran segreto è stato interrogato – per così dire – dai magistrati della Procura di Napoli (Michele Fini, Antonella Serio coordinati dal procuratore aggiunto Giovanni Melillo) che indagano sul saccheggio di migliaia libri antichi trafugati dalla Biblioteca Girolamini a Napoli. Il fondatore di Publitalia convocato dai pm partenopei ha ascoltato le domande, serrato le labbra, salutato e alla chetichella è andato via. E’ noto il suo spirito di collaborazione con gli inquirenti: condannato per mafia e sott’inchiesta dalle procure di mezza Italia.

Nel mirino degli investigatori, questa volta, è finita la sua passione senza freno per i testi rari e preziosi. Il senatore è un tipo poliedrico: gli piace intrattenersi, interloquire e accogliere mafiosi e collezionare volumi antichi.  Un bibiofilo per necessità. Un mercato quello dei testi antichi che si può trasformare in una buona copertura per chi vuole imbastire operazioni e movimenti finanziari. Questa dei libri è una strana storia, l’ennesima quando c’è di mezzo Dell’Utri, il grande burattinaio.

Proprio il senatore più volte è stato avvistato nel centro antico partenopeo, a pochi passi dalla strada dei pastori, in compagnia della sua storica segretaria. Coincidenze? A Napoli oltre alla droga adesso si spacciano testi rari. All’appello mancano precisamente duemila e duecento volumi molti dati all’estero: Germania, Spagna, Usa, Australia presso case d’asta o collezioni private. Siamo alla frutta.

Se da un lato Gerardo Marotta è costretto a fare gli scatoloni e trasferire la biblioteca dell’Istituto italiano per gli studi filosofici in un capannone di Casoria dall’altro chi doveva custodire un patrimonio di inestimabile valore l’ha messo a disposizione su comando. Marino Massimo De Caro, direttore della biblioteca dei Girolamini- in carcere dal 23 maggio – è considerato uomo di Dell’Utri. La sponda del senatore gli ha consentito – attraverso l’intercessione anche dell’ex capogabinetto del Mibac Salvo Nastasi – ad esempio di diventare consulente prima del ministro Galan e poi del tecnico Ornaghi e tanto altro.

Tra le mani dell’amico dell’ex premier Silvio Berlusconi è spuntata “stranamente” una rara edizione di un libro di Gian Battista Vico made in Naples. Ma ci sono altri punti di contatto tra De Caro e Dell’Utri entrambi sono indagati dalla Procura di Firenze per corruzione.

“Sfruttando il suo ruolo istituzionale – si legge negli atti – il senatore avrebbe favorito alcuni imprenditori del settore energetico ricevendo da tali soggetti – per il tramite di De Caro – somme consistenti di denaro  apparentemente giustificate dall’acquisto di un documento antico”.

Nel recente interrogatorio – infine – sostenuto da Silvio Berlusconi in cui compare come vittima di una ipotetica estorsione operata dallo stesso  Dell’Utri alla domanda del procuratore aggiunto di Palermo  Antonio Ingroia  di perché ha versato in dodici anni la somma di 40 milioni di euro al senatore, l’ex premier ha affermato: “Marcello è un mio amico e un collaboratore prezioso ho dato quei soldi perché lui ha solo due filoni di spesa:  la famiglia ed i libri antichi”. Cosa aggiungere di più?

Arnaldo Capezzuto

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