Chiaiano, il Jatevenne day

Protesta discarica Chiaiano
“Jatevenne"
Jatevenne!
É l’unica parola, scandita dalle note viscerali del rap di protesta made in Naples

Il messaggio è chiaro e deciso. Così si è aperta la manifestazione, sabato 29 marzo, per dire basta alla ventilata ipotesi già bocciata dal Comune di Napoli dell’apertura di nuove discariche a Chiaiano, Mugnano e Marano. In circa 5.000, tra associazioni, istituzioni scolastiche, famiglie e numerosi bambini, hanno marciato insieme, uniti a difesa di un territorio da decenni depredato dal malaffare con l’omertosa connivenza dei poteri.

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Il corteo, partito dalla stazione metro di Chiaiano, arriva come un fiume in piena alla rotonda Titanic, nel 2008 già teatro di lotta, quando l’allora governo Berlusconi credette di risolvere il problema dell’emergenza rifiuti a Napoli, imponendo l’apertura di una discarica nella cava del poligono di tiro di Chiaiano, dichiarandola zona militare, interdicendone persino lo spazio aereo e dando il via libera alla devastazione di un parco naturale e invece miseramente naufragata nel percolato di : “una discarica non a norma, affidata a soggetti accusati di associazione e truffa”, l’accusa di camorra è caduta con il Riesame.

“Sassi di un’intifada da combattere a muso duro”. Sono le parole di chi si alterna al microfono, montato su un camioncino dotato del necessario per dare voce alla protesta. Non si fanno sconti a nessuno: sottolineando di continuo le precise responsabilità di politica e camorra. Ciascuno a suo modo. Ad ogni tappa, si leva il grido di chi non si arrende: rappresentanti di Insurgencia, ( R)esistenza Anticamorra, Precari Bros, rete Commons, le Mamme Vulcaniche, esponenti del presidio permanente. Ai protagonisti di ieri e di oggi – alcuni ancora oggetto di provvedimenti restrittivi- quella “sconfitta” del 2008, brucia ancora.

Chiaiano protesta discarica

Una sconfitta per tutti, soprattutto per “la politica, verso la quale nessuno ha più fiducia”.

A pronunciare queste amare parole, il presidente dell’ VIII municipalità, Angelo Pisani, che però sempre di un politico si tratta e non tanto nuovo.

Soddisfatto e già proiettato al primo aprile, quando ci sarà la Conferenza dei servizi, Egidio Giordano, di rete Commons: “Nonostante il boicottaggio, siamo in tanti. Un segnale è stato dato.” Presente anche il vice- sindaco Sodano, a sottolineare la posizione della giunta comunale partenopea, che in una delibera, aveva espresso nei giorni scorsi parere negativo, ritenendo il progetto “incompatibile con la disciplina urbanistica,…”.


Molte le aspettative
intorno alla Conferenza, anche se pare che l’invito non sia stato esteso a diversi rappresentanti, inclusi i sindaci di Mugnano e Marano, presenti anch’essi alla manifestazione. Una nota di colore al corteo è data da Tammariello, un noto personaggio del giuglianese che, travestito da sacerdote, scandisce, al suono di una campanella, colorite invettive.

Alcune voci di dentro del corteo sono moderatamente deluse. “Si vedono sempre le stesse facce”, racconta una donna “Siamo sempre gli stessi. Gli altri si lamentano e basta”. Si vorrebbe una coscienza civile ampia e condivisa, che non si impegni solo a parole.

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I titoli di coda sulla manifestazione scorrono sottolineati dai colori di un tramonto luminoso. L’auspicio è che si smetta di lucrare e sperperare mettendo a rischio la salute dei cittadini, cercando strade alternative agli inceneritori e discariche; che si condividano con i cittadini le scelte sul territorio, costruendo un ciclo dei rifiuti virtuoso che non minacci più la salute di tutti ma dia voce alla “democrazia dal basso”, a chi “non vuol fermarsi e guardare alla luna, per cambiare le cose veramente, impedendo la costruzione di nuove discariche e chiedendo l’immediata bonifica di tutto il territorio”, a chi non crede più alle promesse ma non si è rassegnato perché vuole riprendersi il futuro del territorio. Vigilando. Perché sorga l’alba di una nuova coscienza che difenda il futuro delle generazioni che verranno.

Monica Capezzuto

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