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Al Plart va in scena una storia di creatività e innovazione La mostra è in scena fino all'11 luglio, è possibile acquistare il catalogo con testi di Maria Pia Incutti, Anty Pansera, Maria Chiara Salvanelli, Paola Cazzola Zanotelli e Giovanna Cassese

A Napoli, al Plart, palcoscenico ormai da un decennio di rassegne dove i materiali e le loro declinazioni con/sulle diverse superfici/tecnologie, sono protagonisti, va in scena, fino all’11 luglio una straordinaria storia di creatività/innovazione.

Ecco allora una selezionata presentazione dei manufatti del torinese Studio Del Campo – già un link della città partenopea con quella Iulia Augusta Taurinorum dove tra poco si inaugurerà il Plartwo -, ovvero smalti a gran fuoco dalle lucenti trasparenze, declinati nelle loro differenti tecniche, cloisonné, champlevé, basse taille, e smalto dipinto, come supporto rame, argento, oro e il connubio con ferro trattato, acciaio e bronzo…

Studio Del Campo, come a dire Lydia Lanfranconi (inglese di nascita, classe 1930) e Virgilio Bari (Taranto 1928, dal 1934 a Torino), Bianca Tuninetto (Rivoli, classe 1927 – 2015) e Euclide Chiambretti (La Spezia 1923 – 2012): un affascinante sodalizio che ha saputo intrecciare un sapiente e costruttivo dialogo tra la cultura del progetto, cultura della creatività ed innovazione. Riprendendo/riproponendo, ad apertura del decennio Cinquanta, il tema di quell’ “unità” delle arti che si auspicava comunque fin dai primi decenni del secolo scorso, e che ha visto in Gio Ponti un portabandiera.

A cura di Anty Pansera, storico e critico del design e delle arti decorative e applicate, quasi cento cinquanta pezzi della collezionista dei Del Campo, Paola Cazzola Zanotelli, insieme a disegni di progetti e preziose documentazioni cartacee, nell’allestimento multimediale di Mario Capasso / CAPWARE lab, ci accompagnano in un percorso intrigante che ci permette di conoscere due coppie di amici e di coniugi, straordinari “artieri”, autentici testimoni di excellent craftsmanship.

I nostri quattro aprirono a Torino, la loro città d’origine e di lavoro, nel 1957, una “bottega” di smalti a gran fuoco appunto, e la loro attività si svolse sempre, per scelta, sotto la comune denominazione “Del Campo”: molto ben individuata e motivata sia dal “campo”, dalla strada ancora rurale – via Ludovico Bellardi n. 100, danno inizio alla loro attività (chiusa nel 1997), ma anche – e riproposto nel logo -, per citare quel “solco che gli Etruschi tracciavano per definire una proprietà: e nel nostro caso proprietà nel campo delle tecniche dello smalto a gran fuoco” come specifica un pieghevole di presentazione dell’epoca.

Dal milanese Gio Ponti al torinese Toni Cordero, numerosissimi sono stati gli architetti/designer che hanno affiancato i Del Campo, capaci di dialogare e di “mettere in forma” anche progetti altrui, senza mai venir meno ad un loro proprio linguaggio, che si caratterizza non solo per la raffinata tecnica artigiana dalla quale certo traggono le loro modalità espressive, ma per la capacità di affrontare le più diverse tipologie, dalla micro alla macro scala, per gli interni e la casa ma anche per gli esterni e le architetture.

Per l’occasione, il Plart ha pubblicato un catalogo con testi di Maria Pia Incutti, Anty Pansera, Maria Chiara Salvanelli, Paola Cazzola Zanotelli e Giovanna Cassese.

 

 

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