Contraffazione, occorre un’informazione efficace Nuovo piano di comunicazione sociale dell'Associazione Museo del Vero e del Falso

Un messaggio di crescita e sviluppo deve raggiungere una sempre più vasta area di persone. Per fare in modo che un’informazione raggiunga questo obiettivo bisogna creare modelli comunicativi chiari, semplici, diretti, dotati di un linguaggio moderno e giovanile.

È proprio questo il nuovo piano di comunicazione dell’Associazione Museo del Vero e del Falso contro il fenomeno della contraffazione: rivolgersi a tantissimi cittadini, soprattutto ai giovani, eredi di un futuro da edificare con le migliori energie possibili.

L’Associazione fu ideata nel 2015 dal suo Presidente, Luigi Giamundo, e da altri imprenditori e vede tra i suoi promotori Confindustria Campania, Unione Industriali Napoli, Assocalzaturifici, Linea Pelle, Unic (Associazione dei conciari) e Sistema Moda Italia.

Un progetto che negli ultimi anni ha già svolto attività importanti e che ha in agenda nuovi progetti imminenti, tra i primi, la realizzazione di un Museo permanente presso la sede storica della Camera di Commercio a Napoli.

Il Museo sarà un luogo di denuncia contro ogni forma di illegalità, uno spazio dedicato alla cultura, all’etica dell’impresa e alla valorizzazione del made in Italy.

Un programma che nasce da Napoli e cresce in tutta la nazione, un lavoro importante che tenta di sensibilizzare i cittadini sulle bellezze delle nostre imprese, vero cuore pulsante dell’economia e del progresso di questa nazione.

I dati di decine di ricerche parlano chiaro, esistono dei rischi, nella maggior parte dei casi sconosciuti al grande pubblico, di sicuro sottovalutati, legati al fenomeno della contraffazione: la consistente perdita di lavoro annuale generata dal fenomeno, il profondo legame tra contraffazione e crimine organizzato, la tossicità dei prodotti contraffatti, l’ingente perdita di denaro nelle casse dello stato, il fallimento di migliaia di aziende italiane, in cui la concorrenza sleale dei mercati illegali, uccide, fin troppo silenziosamente, il sostentamento di tantissime famiglie.

È per questo che oltre alle mostre, ai convegni, alla realizzazione del museo, alle proposte normative, l’Associazione ha ritenuto necessario utilizzare il linguaggio ormai universale del web, costruendo spazi virtuali di confronto e condivisione in cui vengono pubblicati tutti i rischi legati al fenomeno attraverso testi accessibili e immagini virali che inducono alla riflessione e spiegano con chiarezza cosa possiamo fare per liberarci dal problema.

Il “Museo del Vero e del Falso” è dunque su Facebook, instagram, twitter, sito ufficiale, tutti luoghi virtuali dove vengono proposte informazioni utili per comprendere che questo problema ci riguarda molto più di quanto possiamo immaginare e che forse merita più attenzione non solo da parte dell’opinione pubblica ma anche e soprattutto dalla politica.

“Seguo questa fanpage già da un po’: una pagina che con impegno quotidiano informa le persone con chiarezza e semplicità su un fenomeno poco analizzato come quello della contraffazione e le sue conseguenze sulla salute e sull’economia italiana!” scrive Andrea nelle recensioni della fan page di Facebook (www.facebook.com/MuseoDelVeroEDelFalso), e ancora “Questa pagina fa capire quanto ancora ne sappiamo poco sulle illegalità di questo paese…” commenta Angela, “Spero che tanti genitori leggano i post sui pericoli dei giocattoli contraffatti…” scrive Antonella.

Tutti giovani, recensioni di ragazzi che hanno intuito quanto sia importante non limitarsi alla cultura del vittimismo. Per comprendere cosa non funziona in questo paese è fondamentale informarsi, denunciare e agire concretamente con azioni di responsabilità individuale. Solo così sarà possibile investire per il più prezioso degli elementi: il benessere collettivo.

Amedeo Zeni

© Riproduzione riservata
www.ladomenicasettimanale.it

Facebook0
Twitter
RSS

ASCOLTA LE ULTIME NOTIZIE

Scroll Up