Inno alla bellezza di Napoli: “L’addore ró café” Spopola sui social il brano di Giovanni Apetino e Jerry D'Ambra

Si chiamano Giovanni Apetino e Jerry D’Ambra, loro sono i ‘Cafè napoletano Duo’, due giovani che hanno proposto  una canzone speciale diventata un vero e proprio caso e che sta spopolando sui social network.

Due voci profonde, in un brano che sembra una ventata di aria fresca da mettere in risalto, soprattutto in questo periodo dove la città di Napoli è tenuta sotto assedio dall’arroganza di una piccola ma chiassosa percentuale di prepotenti.

È un vero e proprio inno alla bellezza il brano proposto da questi due talentuosi ragazzi, una dedica alla cultura, ai profumi e ai sapori della città di Napoli.

Un testo che ci trasporta nei vicoli e nell’identità classica partenopea ricca di malinconia e di quel gusto agrodolce che ora sa di nostalgia, ora di riscatto sociale.

Annascuse rind è strade e sta citta’, staje cercanno chillu poco e libertà, si c’è crire comme a me, pierde o’ suonno nce pensà, chiure l’uocchie e siente addore ro’ café“, è il consiglio di sdrammatizzare, di tornare nei vicoli di una Napoli che resta, per chi la ama, un organismo vivente capace di creare una suggestione immensa nel profondo delle coscienze.

La percezione di questi ultimi tempi è quella di vivere in un territorio sprovvisto di progettualità e di entusiasmo, una sensazione alimentata dal peso asfissiante di notizie che rilevano i drammi della cronaca ma che lasciano poco spazio alle energie positive di questo territorio.

Il rischio è quello di condizionare negativamente ancora di più, con il senso di vuoto e di assenza di punti di riferimento, quelle nuove generazioni che devono edificare la Napoli del domani. Ecco perché l’impegno nel mostrare la bellezza, in ogni sua forma, resta uno dei migliori mezzi disponibili per armonizzare la lettura di questa città: patria indiscussa di uno sconfinato patrimonio di conoscenze.

Il brano attraverso il calore di queste due voci, riesce a riportarci alle radici dell’antica identità napoletana: i vicoli come rughe di una madre, solchi di un volto materno e protettivo che la sola vicinanza garantisce serenità e conforto.

E ce piense nata vota, e ce piense tutte e sere, ca vulisse turnà nata vota a Napule… O’ curragge nun te manca o’ difficile s’affronta, chesta vita t’appartene vienetenne a chi vuo’ bene…“.

I due artisti sono stati capaci di tinteggiare un affresco dello stato d’animo di tantissimi ragazzi napoletani che pur di vivere al meglio, sono costretti a stare lontani dal loro territorio ma mantenendo costante la volontà di tornare in quel luogo dove anche solo “L’addore ró café” riconduce a casa, al sicuro.

Il video della canzone mostra scene dei due cantanti alternate a bellissime immagini della città di Partenope: “È la nostra volontà di mostrare la grandezza di Napoli che spesso è vittima di stereotipi negativi ma che ha dimostrato attraverso la sua storia e la sua musica di essere una capitale di cultura, di progresso e di quella speciale capacità di creare arte e poesia in modo semplice e naturale.

“Questo pezzo è dedicato anche a tanti ragazzi stanchi che non credono più nelle opportunità, ‘mmiezz a gente ca nun sape chiu’ sunna‘, questa canzone li esorta ad andare avanti, ad abbracciare il cuore della città e della musica che sa essere il linguaggio universale che accomuna ognuno di noi”.

Ce la racconta così il cantante Giovanni Apetino e non resta quindi che goderci il brano, augurando a questi due giovani artisti una carriera che metta in risalto le capacità artistiche e le loro due bellissime voci.

Amedeo Zeni

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