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M5S, cane da guardia contro la Lega Pentastellati bloccano in Parlamento emendamenti interessati di Salvini.

I magistrati indagano sui rapporti tra la Lega e il Cremlino. Il fascicolo è in mano ai magistrati della Procura di Milano.

Occorre capire tante cose. È vero che esiste un reticolo di società di import-export che con la scusa di avere rapporti commerciali con la Russia finanziavano ovvero trasferivano denaro nelle casse del Carroccio? Gianluca Savoini, ex dipendente del giornale ‘La Padania’ e cresciuto all’ombra del vecchio e nuovo gruppo dirigente diventa la punta avanzata degli affari targati Russi.

L’audio di una registrazione di un incontro riservatissimo tra lui e i fiduciari di Putin e l’ipotesi di un affare da portare in porto e surrettiziamente far giungere denaro fresco alla Lega è chiaro che non è una iniziativa isolata di Savoini.

È chiaro che non regge la strategia di Matteo Salvini si buttare tutte le responsabilità sul faccendiere e liquidare la cosa come una iniziativa personale di Savoini e non dei vertici della Lega regge poco.

Non è casuale se proprio il Carroccio con un paio di blitz parlamentari tentò di cancellare alla Camera il reato di finanziamento estero. Le modifiche dei leghisti a ‘Spazzacorrotti’ (pochi giorni dopo l’incontro a Mosca) e Decreto crescita, su soldi a partiti e fondazioni non sarebbe stato casuale.

Gli emendamenti al provvedimento saranno presentati a pochi giorni dal famoso incontro moscovita del 18 ottobre 2018 tra Gianluca Savoini e misteriosi emissari vicini al presidente Putin, di cui è spuntato la registrazione dell’audio pubblicato dal sito americano BuzzFeed. In Parlamento il blitz della Lega fu bloccato dal M5S.

Insomma, stesso copione del caso delle dimissioni del leghista Armando Siri, sottosegretario ai Trasporti della Lega, indagato per corruzione in un’inchiesta delle procure di Palermo e Roma sulla costruzione di una serie di impianti eolici in Sicilia.

Emendamenti ad hoc presentati dal Carroccio in Parlamento per favorire un imprenditore vicino al boss latitante Matteo Messina Denaro ovvero Vito Nicastri, oggi collaboratore di giustizia e bloccati dal Movimento 5 Stelle.

Forse tutte le tensioni e fibrillazioni tra leghisti e pentastellati sono originate dai bastoni tra le ruote che i grillini mettono in Commissione e in Aula per spezzare le trame della Lega in Parlamento.

Provvedimenti interessati e volti ad agevolare interessi di lobby, reti e affaristi vicini al Carroccio.

Leggi anche L’ombra di Putin

Pier Paolo Milanese

© Riproduzione riservata
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