La coerenza del piffero del Movimento 5 Stelle e dei suoi pseudo leader. Ecco la logica di ‘Ritorno al futuro’ e della linea spazio-temporale

Impressiona di come cambiano le sceneggiature nella politica italiana e di come si annulli qualsiasi ricordo, memoria, giudizio e si abiuri alle parole dette e alle azioni fatte.

Agenzie di stampa alla mano fino a qualche giorno fa Luigi Di Maio e Matteo Salvini erano i gemelli diversi.

Il Movimento 5 Stelle e la Lega erano alleati di ferro e le loro azioni regolate da un contratto ovvero un prodotto di marketing costruito a fini propagandistici dove c’era scritto tutto e niente e nei fatti costituiva l’architrave del cosiddetto ‘governo del cambiamento’.

I Pentastellati con il 32 per cento del consenso in 15 mesi di governo hanno fedelmente assecondato ogni richiesta e progetto di Matteo Salvini.

L’approvazione del decreto sicurezza e del decreto sicurezza bis, quest’ultimo segnalato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per alcune norme incostituzionali, sono solo a titolo indicativo.

Leggi che costituiscono l’attuazione di politiche sui migranti infami e vendicative.

L’Italia attraverso queste leggi canaglia ha chiuso i porti a doppia mandata lasciando i naufraghi sulle navi e impedendo di farli sbarcare.

L’indicazione era del ministro dell’Interno Matteo Salvini, la firma operativa era del ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli, esponente di vertice del M5S.

Proprio la permanenza dei migranti inermi per settimane a bordo non di una ong ma di una nave militare italiana la ‘Diciotti’ ha scaturito l’intervento della magistratura con avvisi di garanzia anche a Di Maio, Toninelli e il presidente del consiglio Giuseppe Conte che per alleggerire la posizione giudiziaria di Salvini addirittura si sono autodenunciati.

E quando in Parlamento è giunto il voto sulla richiesta a procedere contro il capo del Viminale, i Pentastellati hanno votato ‘no’ scaricando ipocritamente sul popolo grillino la scelta.

Insomma, come accadeva in Parlamento quando c’era da salvare qualche big e intoccabile della politica da inchieste e manette.

Addirittura quei deputati e senatori Pentastellati, se solo esprimevano una critica all’operato del capo supremo oppure non si attenevano alla linea stabilita sempre dal capo supremo e votavano secondo coscienza, senza troppi giri di parola non solo venivano emarginati all’istante ma poi cacciati a calci nel culo.

Luigi Di Maio ha trascinato il Movimento 5 Stelle nel burrone. Una linea politica che ha snaturato e trasformato l’essenza genetica dei Pentastellati.

La bella addormentata nel Paese delle meraviglie, si accorge con Beppe Grillo che per 15 mesi al Governo c’erano i nuovi barbari e quindi è giusto adesso contrastarli senza se e senza ma.

Dopo averne approvato, condiviso, difeso l’azione politica ora ci si accorge che i leghisti sono brutti, cattivi e ‘mariuoli’ (vedi il caso Siri e Savoini).

Un Movimento imbarazzante che ha avuto il demerito di cedere energie, freschezza, forza alla Lega, un partito della Prima Repubblica ormai al centro di condanne, inchieste e inquietanti accadimenti.

Nelle modalità d’azione, di elaborazione di una linea e coerenza rispetto ai valori e principi ispirati dal compianto Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo sono stati 15 mesi da horror.

Ora di fronte all’umiliazione inferta da Salvini ovvero incassata l’approvazione del decreto sicurezza bis ha staccato la spina, il Movimento 5 Stelle è come impazzito.

Da essere il coprotagonista di politiche di estrema destra e provvedimenti demenziali e insensati – mitica l’esultanza dei vertici del Pentastellati a Palazzo Chigi con l’annuncio della fine della povertà – adesso Di Maio e compagni rinnegano la realtà.

Si smarcano e come in ‘Ritorno al futuro 1, 2, 3,’ cercano di cambiare la linea spazio-temporale.

Che la questione più che politica sia psichiatrica è cosa risaputa ciò che impressiona è che questi pseudo leader fanno tutto e il contrario di tutto senza che nessuno ne chieda conto.

I 5 Stelle al governo non ne hanno azzeccata una, andavano in tv e ripetevano arroganti e spocchiosi le poesie leghiste.

La Lega grazie ai 5 Stelle è passata dal 17 al 39 per cento. Un disastro apocalittico.

Ecco in un Paese normale dove la democrazia si esercita anche e prima nei soggetti di rappresentanza, si attendeva una riflessione, un passo di lato, almeno l’imbarazzo. Nulla.

All’istante i cannoni della propaganda adesso puntano il mirino sulla Lega, i bombardamenti sono continui, le trincee scavate con la guerriglia in corso.

Lo sguardo lo si lancia alla costruzione di una possibile nuova maggioranza anche solo per approvare qualche legge bandiera. Insomma si passa alla velocità del raggio spazio-temporale da ‘parlatedibibbiano’ a ‘salvinitraditore’.

Se ti aspetti un dibattito, una riflessione, una spiegazione addirittura delle sommesse scuse per le assurde scelte fatte in questi mesi, ecco perdi il tempo.

Si, perché il passato e già passato e quindi è passato. Come quando Di Maio nei giorni roventi e travagliati della formazione del governo minacciò l’impeachment contro il presidente Mattarella per poi a 48 ore dopo ne lodò l’onestà, la correttezza e la lungimiranza politica.

Addirittura un pezzo di Pd ora approfittando del disorientamento e del non capirci un cazzo dei 5 Stelle tenta un abbraccio in stile Lega e berne lo stesso elisir che ha consentito al Carroccio di fare un balzo bulgaro dei consensi.

Alla fine meglio Matteo Salvini, almeno più coerente e vero rispetto ai 5 Stelle.

La Lega è la stessa del celodurismo bossiano, della tangente Enimont, del partito legato ai poteri forti e in sintonia con il popolo lumbard della ‘Roma ladrona’, dei terroni e del migrante fuori dalle palle.

Arnaldo Capezzuto

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