La colonna di fumo nero si nota a molti chilometri di distanza. L’aria in pochi minuti si è fatta irrespirabile e sui social è cominciata una durissima polemica.
Accade a ridosso di uno dei campi rom abusivi nei pressi del quartiere Scampia, periferia a Nord i Napoli. Prima un odore acre poi la colonna di fume nero e denso che in poco tempo ha invaso il cielo sopra Scampia.
Sul posto sono giunte molte volanti della polizia e le squadre dei vigili del fuoco che stanno spegnendo le fiamme.

Il leggero venticello sta trasportando la nube anche sulla zona di Secondigliano e del comune confinante di Melito. E tra chi abita e vive a Scampia la rabbia sta tracimando.
L’esasperazione è a livelli di guardia. Basta leggere i post e i commenti arrabbiati degli utenti dei social per capire il malessere generalizzato, la sofferenza e il timore che quei fumi originati dalla combustione di palstiche, sostanze chimiche possa davvero entrare in circolo nell’organismo.

Da un recente studio studio epidemiologico emerge con tragicità che nella periferia a Nord di Napoli malattie respitarie e l’insorgenza di partologie tumorali sono in significativo aumento rispetto alla media nazionale.
Che fare? Eppure tavoli, riunioni, summit hanno stabilito che occorre fare la guerra a chi dà alle fiamme suppellettili, materiale in palstica e componenti elettronici.

Della serie chiacchiere e ancora chiacchiere.
C’è chi invoca l’arresto in flagranza di reato oppure fermi differiti. Pugno di ferro contro chi attenta alla salute pubblica. Per ora solo annunci, fatti zero.
Genny Attira












































































































































































