Sciolto il Comune di Orta di Atella: stessa trama di quando fu commissariato quello di Volla

Scatta la scure del Governo sul Comune di Orta di Atella. Il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, “a seguito di accertati condizionamenti da parte delle locali organizzazioni criminalì – si legge nel provvedimento – ‘ha deliberato lo scioglimento per 18 mesi del Consiglio comunale di Orta di Atella”.

Alla guida dell’ente locale ci saranno dei commissari per la gestione ordinaria e straordinarià dell’amministrazione. La Commissione d’Accesso si era insediata lo scorso marzo.

Lo scioglimento arriva a un anno di vita dell’amministrazione guidata dal sindaco Andrea Villano. Per Orta di Atella è il secondo scioglimento per camorra, dopo quello che coinvolse anni fa la giunta del sindaco Angelo Brancaccio. In pochi anni nel comune alle porte di Napoli sono stati edificati migliaia di abitazioni, palazzi, ville, edifici. Una colata di cemento che non ha nulla da invidiare al sacco di Palerno del sindaco mafioso Vito Ciancimino.

È chiaro che lo scioglimento per 18 mesi serve a poco se non si ripulisce la politica e i partiti da personaggi che fanno solo e unicamente gli interessi delle lobby trasversali e dei clan che condizionano la vita amministrativa.

Un altro caso clamoroso è stato quello di Volla, comune sciolto per infiltrazioni camorristiche nel 2004.

Qui – è stato accertato – che costruttori, lobby, studi tecnici condizionavano la vita amministrativa dell’Ente locale.

Una cementificazione selvaggia che è durata e dura anche negli anni successivi e con i nuovi sindaci eletti.

Tanto è vero che a marzo e maggio scorso su ordine della Procura di Nola ci sono stati massicci sequestri di abitazioni, villette e complessi edilizi costruiti in spregio alle normative per svariati milioni di euro.

Cambi di destinazione d’uso, deroga degli strumenti urbanistici, gimkane tra le norme nazionali, regionali e le sentenze del Tar hanno reso sulla carta legale ciò che e resta illegale.

E poi strane cooperative, personaggi che dall’oggi alla mattina si trasformano in imprenditori-prenditori del mattone, flussi ingenti di denaro e poi un apparato amministrativo cuscinetto che fa il bello e il cattivo tempo.

Insomma, un sistema illegale, una filiera chiavi in mano.

Stesse facce, stesse entità che dallo scioglimento per camorra del Comune di Volla continuano indisturbati a telecomandare la politica cittadina fino a condizionare addirittura provvedimenti della Regione Campania come del resto accadeva a Orta di Atella.

Arnaldo Capezzuto

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