Tensioni nel Governo, gli amici ritrovati Di Maio/Di Battista disseminano di mine l’alleanza. M5S in affanno cerca una via di salvezza

Il Movimento 5 Stelle crolla nei sondaggi. Una emorragia di consensi in uscita inarrestabile. La crisi è forte. I segnali che giungono parlano di un movimento che imbarca acqua e di un pesante disorientamento.

Se piano piano decolla la nuova organizzazione per dare slancio e far riacquistare forza all’iniziativa politica, così non si può dire all’esterno.

Il problema serio è la caduta di credibilità, le scelte incorenti, le contraddizioni che condannano un Movimento che comincia a pagare la sua incapacità di darsi una linea d’azione forte e una visione politica.

Le difficoltà stanno annebbiando le mosse di Luigi Di Maio ormai contestato e delegittimato che sembra non trovare una strada per uscire dalla crisi. Ora il capo politico ha riscongelato Alessandro Di Battista, prima bruciato e sgambettato adesso rivalorizzato in modalità anti Ue e antiPd.

Non è un caso il suo post mentre ascolta una intervista dello stesso Di Maio : “Ha ragione Luigi, la norma che blocca la prescrizione entrerà in vigore il 1 gennaio. PUNTO!!”

Cosa accadrà? Rilanci pretestuosi, attacchi di chi — come sta facendo negli ultimi giorni Dibba — sembra agire come un agente provocatore, in piena sintonia con il capo politico pentastellato.

L’alleanza balla, il Governo imbarca acqua. La pressione è enorme e la maggioranza sembra senza pace. Dal Mes alla giustizia, l’offensiva Di Maio-Dibba sembra rispostare il M5S a destra. Pare che la buccia di banana con il rinvio della discussione del Mes a gennaio sia adesso la giustizia con la riforma della prescrizion. Si cerca una mediazione ma lo scontro con il Partito democratico sembra totale.

Giuseppe Conte è preoccupato cerca l’ennesima mediazione e sulla prescrizione spiega : “Lavoriamo a una soluzione per elaborare un sistema di garanzie”. L’altra grana si chiama Italia Viva, alleato di governo, minaccia di votare con i forzisti e far andare sotto il governo.

Una cabina di regia istituzionale composta dal premier Giuseppe Conte, dal ministro della Cultura Dario Franceschini e dal presidente della Camera Roberto Fico sta cercando di sminare il tragitto.

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