Maxi blitz anti ‘Ndrangheta, de Magistris commosso: “Oggi, però, è un giorno buono. Lo dedico a quelli che con me non mollarono mai”

C’è poco da dire. Luigi de Magistris può essere messo in discussione, avrà i suoi difetti, le sue scelte di amministratore a volte suscitano dubbi e qualche perplessità.

Con piglio notarile può essere certificato : due mandati da sindaco di Napoli con le mani mai tenute in tasca e pulite. Il pensiero, l’ossessione è sempre quella, intatta: gli anni da magistrato e il passato mai passato.

Luigi de Magistris e Nicola Gratteri

L’ombra lunga di poteri sommersi e oscuri dentro lo Stato che appena sfiorati hanno mostrato la loro forza e potenza. Oggi è una bella giornata: lo Stato mette a segno un maxi blitz contro la ‘ndrangheta oltre 314 arresti e coinvolte più di 416 persone e tra loro insospettabili, professionisti, politici di primo piano, sindaci, ex parlamentari, imprenditori e colletti bianchi oltre che boss, luogotenenti e gregari.

Proprio l’nichiesta coordinata dal procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri getta luce e svela quelle portate avanti – ben 10 anni fa – da Luigi de Magistris quando era magistrato a Catanzaro. Il primo cittadino partenopeo con un lungo post su Fb commenta il maxi blitz e ne scrive con lucidita e contezza quasi che quella lunga ordinanza l’avesse firmata lui.

Nomi, circostante, meccanismi, collegamenti, ambienti, intoccabili scoperti già dieci anni fa con una serie d’inchieste clamorose che fecero tremare i santuari segreti fino a raggiungere i vertici dello Stato.

“Negli arresti di oggi in Calabria leggo di fatti e persone che furono anche oggetto di alcune delicatissime inchieste di cui ero titolare quale pm presso la procura della Repubblica di Catanzaro, negli stessi uffici oggi diretti dal procuratore Gratteri. Il mio procuratore della Repubblica nel 2007, Mariano Lombardi, mi revocò l’inchiesta Poseidone quando notificai un’informazione di garanzia all’avvocato Pittelli, che all’epoca dei fatti era parlamentare e coordinatore regionale di Forza Italia”. Sottolinea de Magistris.

“Pittelli era amico del procuratore, era stato il suo avvocato, e pochi mesi prima aveva assunto nella società a lui riconducibile, il figlio della moglie del procuratore – ricorda – l’inchiesta Poseidone stava portando alla richiesta di misure cautelari per fatti gravissimi che riguardavano illeciti nella gestione di fiumi di denaro pubblico destinati, in particolare, alla depurazione delle acque ed al settore ambientale. Nell’ottobre dello stesso anno, mentre mi accingevo a scrivere le misure cautelari, mi fu avocata illecitamente anche l’inchiesta Why Not, in cui erano indagati, tra i tanti, sia Pittelli che Nicola Adamo, all’epoca dei fatti segretario regionale dei Ds”.

“Nell’inchiesta WhyNot avevamo individuato un sistema criminale che vedeva coinvolte persone delle istituzioni, politici, imprenditori, professionisti. In entrambe le indagini un ruolo fondamentale fu assunto dalle massonerie deviate. Le indagini mi sono state sottratte da magistrati e il Consiglio superiore della magistratura, invece di tutelare chi indagava su corruzioni e criminalità organizzata, mi tolse le funzioni di pubblico ministero e mi trasferì per incompatibilità ambientale, con un procedimento disciplinare rapidissimo e surreale” – attacca con risentimento de Magistris -.

“Ero incompatibile con un ambiente mafioso che invece si e’ lasciato operare per dieci anni. Una vergogna di Stato con mandanti ed esecutori ai vertici delle istituzioni. Oggi leggo, a distanza di oltre dieci anni, che l’avvocato Pittelli è stato tratto in arresto per associazione mafiosa e Nicola Adamo è destinatario della misura cautelare del divieto di dimora” – aggiunge il primo cittadini partenopeo -.

“Avevamo scoperto un sistema criminale devastante e siamo stati fermati da quelli che ci dovevano coprire le spalle. La magistratura negli anni ha accertato la correttezza del mio operato e ha verificato le attivita’ illecite commesse ai danni miei e dei miei piu’ stretti collaboratori. Nessuno mai ci restituiraà quello che ci è stato scippato. Oggi, pero’, è un giorno buono. Lo dedico a quelli che con me non mollarono mai, pur pagando un prezzo professionale e umano devastante” conclude l’ex pm – .

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