Prescrizione, vacilla il Governo

Sulla prescrizione targata Movimento 5 Stelle nessun passo indietro. Alfonso Bonafede, ministro della Giustizia non accetta trattative.

La sensazione è che questo provvedimento rappresenta una sorta di capisaldo identitario del Movimento 5 Stelle. Se dovesse saltare la già sgamgherata sopravvivenza dei Pentastellati sarebbe messa seriamente a rischio. Questa la sensazione.

Allora a Palazzo Chigi va in scena il massimalismo. Il premier Giuseppe Conte non sa come uscirsene. Da un lato i grillini non arretrano e attaccano, dall’altro il Pd vuole immettere dei correttivi perchè così com’è la legge diventa una sorta di spada di damocle dove l’indagato potrebbe pagare la disorganizzazione della giustizia ed essere imputato a vita.

Dall’altro c’è Italia Viva di Matteo Renzi che minaccia di votare con l’opposizione. Insomma, l’esecutivo rischia e in modo pesante di finire gambe all’aria. La soluzione è lasciare la parola al Parlamento con un voto sulle varie proposte renziane.

Il rischio però è trovarsi la maggioranza in crisi e con il rischio che il governo vada sotto. Il premier Conte tenta una disperata mediazione, dal voto potrebbe uscire proprio il M5S con le ossa rotte.

Allora si tenta di far ragionare il Guardasigilli trovare un equilibrio avanzato e mettere da parte un massimalismo che non premia il principio che si vuole introdurre sulla prescrizione.

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