M5S, azzardo Campania per strappare la ricandidatura a presidente della Regione

Lei è stata sempre e solo la padrona del Movimento 5 Stelle in Campania. Con piglio napoleonico e all’insegna del ‘facimm ammuina’ e al grido di battaglia ‘gliamm ‘ncuoll a De Luca’ ha in pratica nell’arco dei 5 anni di opposizione in Consiglio regionale in Campania monopolizzato e dettato la linea generosamente definita politica dei pentastellati.

Quando dai vertici del Movimento qualche spiffero accreditava la candidatura a governatore di Sergio Costa oppure di Vincenzo Spadafora, lei si chiudeva in un silenzio impenetrabile e si torturava i capelli alla ricerca compulsiva di doppie punte.

L’eterna capogruppo e presidente della Commissione Trasparenza e già candidata alla presidenza della Regione Campania Valeria Ciarambino con il ‘no’ all’alleanza con il Pd decretata da una rumorosa e partecipata assemblea di grillini duri e puri, si è ripresa la barra del comando e assicurata la nuova candidatura a presidente.

Sono trascorsi 5 anni e in Campania non cambia nulla. Vincenzo De Luca sarà ricandidato, stessa cosa per Stefano Caldoro e idem con patate per la Ciarambino.

Lo scontro dentro il M5S ben organizzato e sapientemente pilotato domenica scorsa all’hotel Ramada pare abbia sbarrato la strada all’alleanza con il Pd e alla possibilità di uno schieramento largo e civico.

La Ciarambino come Facilitatore e delegata a seguire le elezioni ha raccolto a volo il ‘no’ dei territori e l’ha sbattito sulla tavola della contrattazione personale, un modo per porsi sulla rampa di lancio per la ricandidatura.

È il solito film già visto. In passato si chiamava manfrina correntizia, partito personale, occupazione dei posti ma era la prima repubblica ora siamo nella repubblica delle banane : questa specie di politica può essere fatta davvero da tutti, purtroppo.

Tante le macerie da raccogliere con i parlamentari pentastellati favorevoli, invece, all’accordo con il Pd ma senza De Luca, con candidati puliti e il presidente espresso dai 5 stelle.

Ha vinto la pancia, l’istinto all’autodistruzione, il richiamo della foresta. Certo sorprende questa botta di democrazia. Erano almeno 5 anni che in Campania le decisioni pentastellate non erano condivise e partecipate.

Ora occorre capire cosa accadrà veramente. Sicuramente se questa è la nuova politica c’è chi a giusta ragione comincia a sentire nostalgia del pentapartito dei vecchi dinosauri e almeno quelli erano politici.

Pier Paolo Milanese

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