“Noi siamo Made in Italy”, L’Associazione Museo del Vero e del Falso a sostegno delle piccole e medie imprese italiane

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“Noi siamo Made in Italy”. È partita con questo invito la campagna online promossa dall’Associazione Museo del Vero e del falso a sostegno della piccola e media impresa italiana e che in poche ore ha raccolto la partecipazione di tantissimi utenti.

Sulla pagina facebook: “Sosteniamo la ripartenza delle piccole e medie imprese italiane! Insieme ce la faremo! Noi siamo le eccellenze, noi siamo impegno e cura dei dettagli, noi siamo made in Italy!”.

Inviaci anche tu il tuo selfie in cui reggi un foglio con la scritta “Noi siamo Made in Italy” partecipando alla campagna di sensibilizzazione dell’Associazione Museo del Vero e del Falso.

Un modo per mostrare pubblicamente la nostra preziosa identità italiana, intendendo il made in Italy come valore economico ed etico.

Ripartire significa dimostrare coesione e senso di appartenenza, a sostegno di tutte le piccole e medie imprese italiane del settore moda, agro alimentare, tecnologico e tutti gli altri settori in cui la produzione italiana è sinonimo di qualità e sicurezza: “Ripartiamo più forti di prima!”.

“In bocca al lupo a tutte le piccole e medie imprese del nostro paese! Sosteniamo il made in Italy che ora più che mai ha bisogno dell’aiuto dello Stato e di tutti noi per ripartire! Noi… siamo made in Italy!”, questo invece il messaggio del primo post che ha dato il via alla raccolta #NoiSiamoMadeInItaly con tante immagini di giovani sostenitori dell’iniziativa, a dimostrazione che le nuove generazioni si rivelano sensibili, non solo alla volontà di cambiamento e crescita della nostra nazione ma anche e soprattutto all’impegno nel sostenere la ripresa dei tanti settori commerciali italiani.

Stanno partecipando all’iniziativa, sociologi, docenti, imprenditori, attivisti e molti altri rappresentanti istituzionali. Con questa campagna di sensibilizzazione l’Associazione Museo del Vero e del falso vuole dare voce a tutti i lavoratori italiani, c’è chi invia la propria foto allegando il proprio messaggio di denuncia, dati scientifici o parole di incoraggiamento per rialzarsi.

Sono tanti i settori del made in Italy che hanno bisogno di sostegno: dall’arte e spettacolo, passando per l’agroalimentare, il turismo, fino alle tante altre migliaia di piccole e medie imprese.

Il solo settore moda, ad esempio, rischia recessioni senza precedenti, in Italia vale 71,7 miliardi di euro, ovvero l’1,2 per cento del Pil. Dà lavoro direttamente a 650mila persone, indirettamente a più di un milione. È prima al mondo nell’industria del lusso e fornisce oltre il 40 per cento della produzione europea.

Ripartire significa restituire ossigeno alla nostra economia che ora deve fare i conti con la crisi generata dal coronavirus, con la contraffazione e con tutte le varie forme di concorrenza sleale.

“Il senso di appartenenza nazionale acquisito durante l’epidemia sia un monito in questa nuova fase da non sprecare. Made in Italy vuol dire tante cose, vuol dire mille settori del nostro Paese. Sosteniamo la piccola e media impresa italiana e tutte le produzioni made in Italy. Acquistare italiano significa favorire la ricostruzione della nostra economia”.

E ancora “fare di più per la liquidità e per l’accesso al credito. Le imprese hanno bisogno di risorse per non collassare, è necessario essere più veloci nell’erogare. Troppe complessità per reperire i finanziamenti calcolando, inoltre, che i tempi sono troppo stretti per restituire i prestiti” sono solo alcuni dei messaggi allegati alle foto.

L’intento dell’iniziativa è quello di raggiungere un numero sempre crescente di utenti per creare una rete di manifestazioni capaci di mantenere alta l’attenzione della politica che ora, più che mai, deve garantire l’assistenza necessaria per non consentire il fallimento delle nostre energie.

L’usura del crimine organizzato è in agguato verso le realtà più deboli del momento e il rischio inoltre, è quello di vanificare l’impegno di tanti che negli ultimi anni hanno già combattuto contro altri disagi per restare in piedi e che ora rischiano definitivamente il collasso.

La raccolta di contributi prosegue sui canali social dell’Associazione, lo spazio è aperto al pubblico e ognuno vi può contribuire partecipando, tutti i dettagli sono visionabili nella fan page ufficiale www.facebook.com/MuseoDelVeroEDelFalso.

In un periodo di campagne motivazionali online sul coronavirus, questa è stata la prima a sostenere la piccola e media impresa italiana, utilizzando questo metodo anche per informare corredando le immagini a messaggi, ponendo dunque i riflettori sul valore del made in italy, in tutte le sue declinazioni, in questa difficilissima fase di ripartenza.

Amedeo Zeni

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