La ‘legge’ della cosca della Vanella Grassi: droga, rapine ed estorsione a commercianti e ambulanti

Nello scenario camorristico il clan della ‘Vanella Grassi’, così chiamata dal nome di una stradina del quartiere Secondigliano, si caratterizza per la sua forma organizzativa.

Nato come gruppo di fuoco del clan Di Lauro appoggia la scissione e poi in guerra con un sottogruppo diviene autonomo. Sviluppa le attività illegali in tre quartieri della periferia Nord di Napoli e al vertice comanda un triunvirato : Salvatore Petriccione, il fondatore del gruppo, affiancato da Vincenzo Grimaldi e Alessio Agrisano.

Con gli arresti del blitz si ricostruisce a livello investigativo il periodo che va dal 2016 a oggi. Una inchiesta robusta che si è sviluppata sia con intercettazioni ambientali e telefoniche che con tecniche tradizionali, a fronte di poche dichiarazioni di pentiti.  

La Vanella, da realtà coesa, si è successivamente articolata in gruppi separati sia pure confederati tra loro, tutti sottoposti al potere direttivo di Salvatore Petriccione, il fondatore del clan il quale, sia pure da detenuto, e’ stato in grado in grado di far pervenire all’esterno gli ordini essenziali al funzionamento dell’organizzazione criminale attraverso i soggetti che si recavano a colloquio in carcere.

Il primo gruppo è quello dei Grimaldi, operativi nell’area di San Pietro a Patierno. Poi ci sono gli Angrisano, nella zona di Scampia. A questi si riconnettono alcuni affiliati ancora attivi nell’area di Secondigliano intorno l’intreccio di viuzze in cui il clan è nato.

I rapporti tra questi gruppi eterogenei hanno visto anche a volte momenti di fibrillazione, ma li tiene uniti l’acquisto di ingenti quantitativi di stupefacente e la loro distribuzione attraverso il duplice sistema della vendita all’ingrosso (i cosiddetti passaggi di mano) e la cessione al dettaglio della droga attraverso il sistema delle piazze di spaccio.

Salvatore Petriccione ha creato per gli inquirenti un proprio ‘brand’ che consente ai gruppi di mantenere una fondamentale unita’ di intenti ed esercitare la pressione sul territorio in quanto la sua figura evoca il carattere violento e brutale della Vanella Grassi nata come gruppo di fuoco prima dei Di Lauro e poi degli Amato-Pagano, cui debbono da sempre l’accesso ad un canale privilegiato per l’acquisto della cocaina.

Ricostruiti nel dettaglio i canali di distribuzione dello stupefacente sino alle piazze ed i luoghi di stoccaggio, individuando gli affiliati incaricati del taglio e del confezionamento delle dosi. Le piazze di spaccio nei territori controllati dalla Vinella hanno operato senza interruzione anche nel periodo di lock-down.

Le estorsioni compiute sono soprattutto in danno di commercianti di San Pietro a Patierno, ma anche a Scampia e Secondigliano; i titolari delle bancarelle del mercatino ambulante che si tiene settimanalmente nei pressi della villa comunale di Scampia, oltre 120, dovevano regolarmente versare all’organizzazione una somma a titolo di tangente.

Nei piani del gruppo anche rapine all’Ufficio Postale di San Pietro a Patierno e al deposito dell’area commerciale di Calata Capodichino.

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