Ciro, il compagno di Maria Paola: “Non posso accettarlo, perché Dio non ha chiamato me? “

“Non posso accettarlo, perché Dio non ha chiamato me? Perché proprio a te amore mio… non riesco più a immaginare la mia vita senza te”.

Questo lo sfogo di Ciro Migliore, compagno di Maria Paola Gaglione, la 20enne morta nella notte tra venerdì e sabato dopo essere stata speronata, a bordo del suo scooter, dal fratello Michele che non sopportava la relazione con un uomo trans.

Ciro, come Maria Paola originario del Parco Verde di Caivano (Napoli), era con lei su quello scooter e nella caduta si è ferito al braccio. Ricoverato nella clinica Villa dei Fiori di Acerra, il paese nel quale insieme a Maria Paola avevano deciso di andare a vivere lontani da chi quella relazione non riusciva proprio ad accettarla, Ciro ha affidato al suo profilo Instagram tutta la sua rabbia e la tristezza per aver perso la sua compagna.

“Oggi sono esattamente 3 anni di noi, a prenderci e lasciarci in continuazione, avevo la mia vita come tu avevi la tua ma non abbiamo mai smesso di amarci, e dopo 3 anni ti stavo vivendo, ma la vita mi ha tolto l’amore mio più grande”, scrive Ciro accompagnando il post con un selfie scattato in compagnia di Maria Paola.

“Non posso accettarlo ancora, non ci riesco – aggiunge – mi mancano le tue carezze, mi manca quando mi svegliavi la mattina a darmi fastidio, mi manca tutto di te, non ho mai smesso di amarti dal primo giorno che ti ho vista. Ti amerò sempre piccola mia”. 

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