Maria Paola Gaglione, vittima innocente dell’ignoranza da Medioevo

Dolore, rabbia e una grande sensazione di sconfitta per tutti. La morte di Maria Paola Gaglione, 20 anni, caduta dal motorino in via degli Etruschi ad Acerra mentre, insieme al suo compagno, percorreva la strada provinciale Cancello-Caivano è un fatto atroce.

A provocare l’incidente sarebbe stato il fratello Michele – secondo la Procura di Nola che ne ha disposto l’arresto con l’accusa di omicidio preterintenzionale – l’avrebbe inseguito e speronato lo scooter della sorella provocandone la caduta rivelatasi fatale.

A innescare la tragedia l’opposizione del fratello alla relazione tra la Maria Paola e Ciro, un ragazzo trans, nato di sesso femminile che si percepisce uomo. Tra i due il rapporto era molto forte, al punto che avevano deciso di convivere, trasferendosi da Caivano ad Acerra.

Appunto questo legame non sarebbe stato accettato dalla famiglia di Maria Paola e questo avrebbe determinato il gesto che ha portato all’arresto del fratello della ragazza.

Su Facebook, la madre del ragazzo trans rivela che la coppia fosse stata già minacciata in passato. Uno scritto pieno di amarezza: “i figli si accettano” e chiede che Paola adesso possa “riposare in pace”.

Daniela Lourdes Falanga, presidente di Arci Gay Napoli spiega: “Non si può negare una vita per la felicità di due persone. Se la rabbia e il dolore di questa madre confermeranno i fatti, non si potranno abbassare sipari di omertà”.

Sulla stessa linea il segretario dell’Arci Gay, Antonello Sannino: “Purtroppo non parliamo di casi isolati. Abbiamo notizia di altre situazioni di sofferenze in famiglia che rischiano di avere conseguenze molto gravi”.

La famiglia di Maria Paola e Michele Gaglione – e riportata dal parroco del Parco Verde di Caivano don Maurizio Patriciello: “Michele era uscito per convincere la sorella Maria Paola a rientrare a casa ma non l’ ha speronata, è stato un incidente”. Aggiunge il parroco: “È una famiglia distrutta e che non si dà pace per una figlia appena maggiorenne. Ma stiamo attenti a dipingerla come una storia di omofobia”.

Posizione che ha fatto storcere il naso e seminato critiche a molti, una posizione che pare voler sollevare dalle responsabiità il fratello della vittima.

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