Il miracolo di San Gennaro al tempo del Coronavirus

Alle 10.02 il sangue di San Gennaro si è sciolto: il miracolo o prodigio, si è ripetuto. Un evento di buon auspicio per la città e la regione.

Il cardinale Crescenzio Sepe ha celebrato per l’ultima volta la funzione dopo tre anni dal pensionamento a breve dovrebbe essere sostituito da un nuovo vescovo. E il porporato nel corso dell’omelia come ogni anno ha lanciato un anatema contro la camorra.

“L’attacco che la delinquenza continua a provare alla città è più vile che mai. Anche in questo tempo di crisi – prosegue – il suo obiettivo è quello di trarre profitto, ad ogni costo, perpetuando un ricatto ancora più odioso”

Una festività di San Gennaro diversa sulle panche, gli adesivi indicavano dove era consentito sedersi e dove, invece, non era possibile farlo.

Per entrare, la protezione civile ha misurato la temperatura con il termoscanner.

Il primo controllo della temperatura è stato effettuato, però, ai varchi allestiti in via Duomo, a ridosso della cattedrale.

E’ qui, che qualcuno ha protestato: per entrare era necessario inviare una mail al cerimoniale della Curia.

Senza invito non si poteva entrare, ma le persone rimaste escluse, hanno lamentato di non essere stati informate, a loro dire.

Dentro posto al massimo per 200 persone, compresi i celebranti, il coro, le autorità, la Deputazione di San Gennaro e la stampa.   

Altri 300 posti sono stati allestiti sul sagrato, da dove era possibile assistere alla celebrazione attraverso due maxischermi.

Nella Cappella del Tesoro di San Gennaro, non sono mancate le ‘parenti’, le donne che pregano il patrono ‘sollecitandolo’ fortemente affinché non si attardi nel miracolo.

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