Giancarlo Siani oggi è un giornalista professionista

Nel giorno del trentacinquesimo anniversario dalla sua uccisione Giancarlo Siani diventa giornalista professionista. Il tesserino colore amaranto è stato firmato dal presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania Ottavio Lucarelli e dal presidente dell’Ordine nazionale Carlo Verna e consegnato nel corso della cerimonia alla famiglia di Giancarlo Siani: il fratello Paolo e il presidente dell’omonima Fondazione, Gianmario.

“Un martire della verità, del giornalismo -spiega Verna – abbiamo consegnato il tesserino anche a Giovanni Battiloro, morto nel crollo del ponte di Genova e ad Antonio Megalizzi”.

E aggiunge: “Giancarlo era iscritto nell’albo dei pubblicisti, oggi procediamo al riconoscimento del titolo di giornalista professionista. L’unico dubbio era su quale foto scegliere – ha concluso – Alla fine è stata scelta la foto del tesserino di pubblicista”.

“Ogni giorno dobbiamo lottare affinché la nostra città sia completamente liberata dalla camorra. Dobbiamo farlo anche in nome di Giancarlo Siani” – sottolinea il presidente della Camera, Roberto Fico- Giancarlo rappresenta una figura importantissima per Napoli, un giornalista di 26 anni, ucciso in quel modo, per fare il suo lavoro, è un esempio positivo, che ricorda anche quanto la nostra città e la nostra Regione siano feroci”.

“Siamo orgogliosi di annoverare tra gli eroi della nostra città Giancarlo Siani che a soli 26 anni morì perché non si girò dall’altra parte e raccontò gli intrecci tra camorra e politica. La democrazia ha bisogno di un giornalismo libero e autonomo allora come ora” evidenzia il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, alle Rampe Siani – “c’è bisogno di impegno civile, di coraggio, di narrazione, di verità e di giornalisti autonomi e scomodi, di inchieste anche giudiziarie perché viviamo un tempo in cui il contagio criminale rischia di avanzare”.

Un messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella è giunto ai familiari del cronista: “Giancarlo Siani è stato testimone del miglior giornalismo: sarà sempre un esempio di coraggio e di professionalità per chi ha lavorato con lui e per chi intraprende, con idealità e passione, la strada del giornalismo”.

E aggiunge il Capo dello Stato : “Il sacrifico di Giancarlo Siani resterà nella coscienza di tante persone oneste che si battono per contrastare l’illegalità e le mafie con gli strumenti della civiltà, della cultura, con il rispetto della verità e delle regole. Le condanne inferte ai killer e ai mandanti di Siani, al termine del percorso processuale, sono una prova ulteriore che le mafie possono essere sconfitte e che verranno certamente sconfitte”.

Stessa lunghezza d’onda don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera: “Quello di Giancarlo era giornalismo come etica della conoscenza, come ricerca e coraggio della verità”. “Era animato da passione civile – ha affermato – Non è il calendario che fissa questo appuntamento per Giancarlo, ma è la nostra coscienza che morde dentro e ci fissa un appuntamento per assumerci responsabilità e impegno”.

“Per me Giancarlo non è morto – ha concluso – Tocca a noi sentire uno scatto in più”. E a sorpresa il direttore del Mattino Federico Monga ha ammesso: “Fu un errore non assumere prima Giancarlo, un errore professionale prima di tutto. Scriveva con uno stile diretto e senza fronzoli discuto spesso con i giornalisti affinché abbiano uno stile chiaro che possa essere letto da tutti, lui era un giornalista che cercava la verità”.

Sempre per ricordare Giancarlo Siani domenica scorsa dal Cortile di Francesco i frati del Sacro Convento di Assisi il direttore della Sala Stampa del Sacro Convento, Padre Enzo Fortunato con il Presidente della FNSI, Beppe Giulietti in collegamento con la Sala Stampa della Basilica di San Francesco con Paolo e Ludovica Siani, vicepresidente della fondazione Giancarlo Siani, hanno parlato della figura, del coraggio e di ciò che ancora vive del giornalista napoletano.

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