Bonus Covid tra i beneficiari anche camorristi e ricchi

C’erano perfino titolari di regolare busta paga da lavoro dipendente tra i beneficiari dei buoni spesa assegnati attraverso i bandi promossi dalle amministrazioni comunali per venire incontro alle famiglie in difficoltà economica a causa dell’emergenza pandemica.

È quanto appurato dagli uomini del comando provinciale della Guardia di Finanza nell’ambito di una serie di accertamenti che hanno portato alla scoperta di oltre 700 soggetti che avrebbe percepito indebitamente i benefici di natura economica stanziati dalla protezione civile nazionale.

Non solo, stando a quanto verificato dagli uomini della compagnia di Torre Annunziata tra i percettori dei benefici è risultato che ci fossero anche lavoratori in nero, titolari di partite Iva e percettori dell’indennità di disoccupazione. Interessati gran parte dei comuni dell’area vesuviana rientranti nelle competenze della compagnia della Guardia di Finanza oplontina, con un numero più elevato – da ciò che si apprende – riferito proprio alla città di Torre Annunziata.

Spuntano anche due congiunti ”strettissimi” di pregiudicati, elementi di spicco della criminalità organizzata che ha usufruito dei ”bonus spesa Covid-19”.

Gli inquirenti hanno voluto mantenere il riserbo sia sull’identità dei beneficiari del bonus, sia sulle organizzazioni criminali a cui appartengono i congiunti dei percettori del beneficio economico. 

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