Il Comune di Napoli evita il commissariamento con i voti di Forza Italia

Il Comune di Napoli non sarà commissariato. A tarda notte il Consiglio comunale ha infatti approvato il bilancio di previsione. E così il sindaco, Luigi de Magistris, e la sua Giunta potranno arrivare a concludere il mandato che scade a maggio 2021.

“E’ stato un risultato straordinariamente importante – il commento di de Magistris – in un momento molto difficile per la città. Abbiamo rispedito al mittente le pressioni indebite e l’operazione scellerata di chi ha tentato di dare la spallata”.

Un risultato non scontato che è stato portato a casa dopo una seduta fiume di 18 ore in cui non sono mancati momenti di concitazione con due lunghe sospensioni per provare a trovare una quadra ma anche momenti di preoccupazione a causa del malore avuto da un consigliere.

Necessario il ricorso al 118 a seguito del quale il consigliere ha dovuto abbandonare l’aula, facendo mancare un voto alle opposizioni. E infatti il bilancio, votato alla presenza di 37 consiglieri, passa con 19 favorevoli e 18 contrari. De Magistris si salva sul filo di lana, per appena un voto di scarto.

E a salvarlo sono stati il voto a favore della consigliera Anna Ulleto (ex Pd, ora Gruppo Misto) e l’assenza al momento della votazione di due consiglieri di opposizione di centrodestra: Domenico Palmieri (Napoli popolare) e Salvatore Guangi (Forza Italia), che nel ribadire ”di essere all’opposizione di de Magistris” ha spiegato che ”un commissario avrebbe bloccato tutto. Io lavoro nell’interesse della città”.

Raccolto, dunque, l’appello alla ”responsabilità” che più volte, in vista del dibattito in aula, de Magistris aveva lanciato alle forze politiche ma che ha provocato una breccia all’interno di Forza Italia spaccandola sia rispetto alle posizioni assunte dai consiglieri comunali (due su tre hanno votato contro il bilancio) ma anche tra i big del partito di Silvio Berlusconi.

Se da un lato il coordinatore regionale, Domenico De Siano, aveva dettato la linea del voto contrario al bilancio del Comune, dall’altro l’eurodeputato Fulvio Martusciello e l’ex presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, si erano espressi contro il commissariamento anche per non far cadere il Comune di Napoli nelle mani del Pd e del governatore Vincenzo De Luca, a più riprese indicato da de Magistris come ”il mandante politico” della tentata spallata.

Appello alla responsabilità che, infatti, non è stato accolto dal Pd, nè dal M5s, né da Italia Viva (composta in Consiglio da tre consiglieri eletti nel 2016 nelle liste di de Magistris) né dai moderati de La Città. Forze che a più riprese, così come Fratelli d’Italia e Lega, si sono duramente espresse contro l’operato di de Magistris e pertanto favorevoli a mandare a casa l’amministrazione per aprire la strada all’arrivo di un commissario.   

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