Pandhora, Service Biotech e Linc01087 vincono la tappa campana di Bioinitaly

Carrozzine superleggere e riabilitazione robotica per la mobilita’ dei diversamente abili, mattonelle bioformate da materiali di scarto agricolo a impatto zero e plastic free, un kit diagnostico per una diagnosi differenziale rapida e specifica dei tumori della mammella.

Ecco le idee e i progetti all’avanguardia che hanno portato a vincere a Pandhora, Service Biotech e LINC01087 la tappa campana di BioInItaly Investment Forum & Intesa Sanpaolo StartUp Initiative, evento realizzato da Assobiotec in collaborazione con Intesa Sanpaolo Innovation Center e dal Cluster Spring, che da 13 anni permette alle imprese innovative biotecnologiche e ai progetti di impresa di incontrare investitori provenienti da tutto il mondo.

La tappa di Napoli per il quarto anno consecutivo è stata organizzata dal CEINGE-Biotecnologie avanzate, partner locale gli ideatori dell’iniziativa.

La startup Pandhora srl si è classificata al primo posto nella competizione riservate alle imprese di medical device. Si tratta di una societa’ nata nel 2016 a Salerno e specializzata nella produzione di prodotti Made in Italy.

Opera prevalentemente nel settore dell’healthcare e sviluppa sistemi tecnologici per la mobilita’ di persone diversamente abili. Pandhora, che ha un team composto da ingegneri biomedici e meccanici, produce ‘Pevo’, una carrozzina superleggera, e Ep3, un propulsore elettrico per carrozzine.

Prima classificata in circular bioeconomy è la Service Biotech srl, una società che intende mettere a disposizione un nuovo biomateriale. La startup punta a produrre una mattonella bioformata da materiali di scarto dell’industria agricola con l’utilizzo di amidi vegetali tra cui mais, fecola di patate e funghi coltivati nello specifico pletorus.

Nella categoria Red biotech la proposta vincente è quella di LINC01087 in liquid biopsy for the diagnosis of breast cancer subtypes. L’idea del team è quella di creare un kit diagnostico, dal nome LincToBC, altamente specifico, sensibile e rapido, indirizzato a tutte le strutture pubbliche e private, che permetta di effettuare in sole tre ore una diagnosi differenziale del sottotipo tumorale della mammella a partire da un semplice prelievo ematico. 

“L’evento di quest’anno è stato caratterizzato da una grande voglia di riscatto e innovazione– sottolinea Mariano Giustino, Amministratore delegato del CEINGE –. Prova ne è il numero e la qualità delle start up che hanno presentato la propria candidatura. Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad una profonda trasformazione del rapporto tra ricerca, impresa, finanza e politica. Sono cambiati per esempio i tempi di risposta. È emersa infatti una grande capacità di assolvere con tempestività alle istanze e ciò deve orientarci per il futuro. Così come il coraggio di affrontare il cambiamento, di operare scelte anche radicali. Napoli, il Mezzogiorno potrebbero trarne grande vantaggio”.

“Il New Generation EU punta a sostenere l’innovazione tecnologica, la competitività, la transizione ecologica e soprattutto la riduzione dei divari territoriali: è per questo che all’Italia ed al SUD in particolare sono state destinate le ingenti risorse. Il rilancio del Mezzogiorno deve rappresentare una priorità per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Questa se non l’ultima è sicuramente l’occasione più importante dal secondo dopoguerra per contrastare e ridurre il divario e trasformare il Sud in un potente motore di sviluppo. Il BioInItaly è sicuramente un’ottima occasione per cominciare ad emergere” – conclude Giustino -.

L’Amministratore delegato del CEINGE Mariano Giustino e l’assessore Valeria Fascione

“L’80% dell’industria delle biotecnologie in Italia è costituito da imprese di piccola e micro dimensione, che hanno avuto un ruolo propulsivo nella dinamica di crescita dell’intero comparto – dichiara Riccardo Palmisano Presidente di Assobiotec Federchimica -. Fra il 2017 e il 2019 sono state registrate oltre 50 nuove start-up innovative attive nelle biotecnologie, altre 44 solo nei primi 9 mesi del 2020, di cui 33 dallo scorso 10 marzo, segnale di una pronta risposta del comparto alla lotta al Covid-19. Tante idee di valore e progetti che però fanno spesso fatica a passare a una fase di crescita e consolidamento del proprio business”.

“Obiettivo di BioInItaly – prosegue Palmisano – è da sempre quello di aiutare il passaggio indispensabile a trasformare l’idea in prodotto, offrendo a queste realtà un percorso di formazione che le rende più pronte a parlare al mercato e agli investitori nazionali e internazionali. Dal 2008 ad oggi BioInItaly ha permesso di raccogliere più di 60 milioni di euro investiti in tante differenti startup innovative in Italia, dando un’opportunità di crescita alle aziende e di lavoro qualificato ai nostri giovani ricercatori e imprenditori” – conclude Palmisano -.

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