Dolore, rabbia e tanta commozione sono i sentimenti che si vivono il giorno dopo il massacro di Ornella, da parte del marito ora nel carcere di Terni. Una domenica dura e piena di rancore.

“Oggi è la domenica di Nicodemo, che va da Gesù di notte a cercare la luce. Ecco, questo devono fare le donne, denunciare, cercare la luce”. Così Don Enzo Marzocchi, sacerdote al rione Sanità, spiega il messaggio lanciato questa mattina insieme alle donne dell’associazione ‘Forti Guerriere’ nel ricordo di Ornella, la donna napoletana di 40 anni uccisa due giorni fa con 12 coltellate dall’ex compagno.

“Ogni volta – spiega il parroco – mi sembra impossibile che accadano ancora queste cose e solo con la denuncia se ne esce. Noi abbiamo il dovere tutti di collaborare e affiancare chi è vittima di questa cultura maschilista. Io al catechismo vedo le mamme, nei colloqui a scuola le mamme. Forse i papà, anche quelli bravi e che rispettano la loro compagna, dovrebbero sentirsi più coinvolti, questo servirebbe a cambiare certe devianze della nostra cultura”.

Don Mazzocchi racconta anche che nei colloqui, nelle confessioni, le donne raccontano sempre più spesso delle violenze che subiscono: “Ne abbiamo la sensazione netta – dice – dai colloqui privati. Noi napoletani siamo tolleranti ma con la pandemia siamo più stressati e certamente questo incide in diversi modi sulla vita di tutti noi”.

“Io cerco di orientarle, di avvicinarle ai servizi sul territorio, di farle accompagnare dalle associazioni, di andare alla polizia. In parrocchia abbiamo anche incontri sulla genitorialità per parlare, aprirsi. Parlo anche con gli uomini che a volte sono esasperati, vittime della società che poi sfogano le loro frustrazioni con la violenza”.

“Ci sono papà che si vedono privati della casa, dei figli, devono avere dei requisiti per vedere i figli e alcuni non ci riescono perché vivono nelle auto. Devono capire il grave errore che significa la violenza e dobbiamo lavorare tutti sulla famiglia che è in crisi, è minata nelle sue basi, nei suoi valori civili e religiosi”.

E una delegazione dell’associazione ‘Forti Guerriere’ si sono recate nei pressi dell’abitazione di Ornella ed hanno deposto dei fasci di fiori e delle scarpe rosse.

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