Fronda nel M5S contro l’alleanza Pd. Rottura con i vertici: “Corriamo da soli”

“I nostri voti convergeranno su un candidato del M5s che verrà designato come si è sempre fatto, si faranno assemblee, si utilizzerà Rousseau, se sarà possibile, per scegliere tra quelli che si propongono. Lo sceglierà la gente, non io né gli uomini di Roma o attraverso un’alleanza che sembra soltanto far continuare l’alleanza romana, con ricadute pesantissime sui territori”.

Così Maria Muscarà, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle in Campania consuma lo strappo di una parte del movimento sull’alleanza con il Pd e il centrosinistra sul candidato sindaco Gaetano Manfredi a Napoli.

“Faremo – spiega Muscarà – questa battaglia che andrà avanti tutta l’estate. Spero che il buonsenso e la ragionevolezza prendano il sopravvento sulle battaglie legali e che i tanti rappresentanti campani e napoletani si rendano conto che quello che dicevano anni fa per noi è ancora valido: i territori decidono per il territorio”.

Muscarà ha partecipato a una conferenza stampa con il consigliere comunale a Napoli del M5S Matteo Brambilla e con una serie di attivisti in città tra cui Steven Hutchinson, uno degli storici membri del movimento a Napoli.

La fronda del M5S ha distribuito un documento in cui sottolinea che “Noi siamo il meetup Amici di Beppe Grillo, iscritti e presenti da 15 anni sul territorio e combattiamo la mala politica che ha ridotto Napoli, facendo lievitare il debito della città a cinque miliardi di euro. La responsabilità non è solo dell’attuale gestione amministrativa ma anche del sistema del Partito Democratico che ha devastato le casse della città. Non ci riconosciamo negli accordi e nel candidato sindaco espresso da una coalizione che la stragrande maggioranza degli attivisti non voleva e non vuole”.

Gli autori dello strappo avvisano che il 5 giugno “presenteremo il nostro principale candidato, il programma, frutto di un percorso durato oltre un anno, elaborato con il sostegno dell’associazione Russeau, allo stato unica piattaforma che riconosciamo, come da statuto, che promuove la democrazia diretta e partecipata del Movimento”.

Muscarà declina anche una vicinanza ad Alessandro Di Battista: “Quello che sta dicendo Alessandro – spiega – in questi anni rappresenta quello che dimostriamo noi adesso. Non è solo Napoli che si muove in questo senso, ma molti Comuni italiani dove ci sono iscritti che non si sentono più rappresentati da questa voglia di coalizione a tutti i costi”.

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