Strappo interno al M5S: i dissidenti adesso rischiano l’espulsione

E’ muro contro muro all’interno del M5s a Napoli. La fronda dei contrari all’alleanza del Pd e alla candidatura di Gaetano Manfredi alle Comunali è determinata ad andare avanti per la propria strada, anche a rischio di intraprendere le vie legali.

Chi invece si è speso per arrivare alla sottoscrizione del ‘Patto per Napoli’ difende il lavoro svolto “nell’interesse della citta'”, assicura di aver rispettato il volere della base e invita i ‘dissidenti’ a dimettersi dai propri incarichi se vogliono proseguire su un altro percorso.

“Sabato presenteremo il nostro programma su Zoom – dice all’AGI il consigliere comunale Matteo Brambilla – come sempre sarà aperto agli attivisti e alle associazioni che hanno dato un contributo in questi mesi. Avremo hanno un paio di persone che ci hanno dato una mano con Rousseau”.

Si tira dritto, quindi, senza timore per quello che potrebbe accadere. “Qualcuno a Napoli sta decidendo per noi – aggiunge – e’ una cosa che non e’ mai successa. Non credo si arrivera’ a uno scontro legale sul simbolo, anche perche’ lo stesso Casaleggio ha chiesto chi e’ ora il rappresentante legale del M5s. Non c’e’ un direttorio ne’ un capo politico riconosciuto, chi decide a chi dare il simbolo?”. 

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