Whirlpool: sindacati sul piede di guerra: “Posizione dell’aziende inaccettabile”

“Non si può dire che sia stata una riunione positiva quella di oggi avutasi tra sindacati e Mise. È inconcepibile che la Whirlpool si accanisca su Napoli e sul Mezzogiorno e, di fronte alla nostra richiesta di non procedere ai licenziamenti, si continui a trincerare dietro ad un ‘ci penseremo” afferma Giovanni Sgambati, segretario generale della Uil Campania.

“Così come troviamo preoccupante l’atteggiamento del Governo – continua Sgambati – che non è fermo, nè risoluto nelle sue decisioni e questo rafforza la nostra convinzione nello scendere in piazza il 26 giugno a Bari, cosi come a Firenze e Torino, proprio per chiedere la proroga del blocco dei licenziamenti collettivi in modo da scongiurare tensioni sociali nel Paese e soprattutto nelle regioni meridionali” – conclude Sgambati -.

“I lavoratori Whirlpool di Napoli rischiano di essere le prime vittime dello sblocco dei licenziamenti dopo il 30 giugno: lo afferma la segretaria confederale della Uil, Tiziana Bocchi, al termine dell’incontro convocato dal Mise sulla vertenza.

“L’azienda ha confermato l’avvio della procedura di licenziamento collettivo a partire dal primo luglio 2021, che potrebbe interessare i 350 dipendenti del sito. A fronte dell’apertura dei sindacati rispetto a un confronto costruttivo e all’individuazione di soluzioni che garantiscano la continuità produttiva e occupazionale, la multinazionale riconferma dunque un atteggiamento unilaterale – prosegue – che mette a repentaglio la possibilità del tavolo negoziale, oltre a rappresentare un’aperta violazione dell’accordo sottoscritto dalle parti nel 2018″.

“Questo atteggiamento dell’azienda “qualora ce ne fosse bisogno, dimostra l’assoluta necessità della proroga del blocco dei licenziamenti fino al 31 ottobre, al fine di legare le vertenze delle aree di crisi a una riforma organica degli ammortizzatori sociali, in grado di evitare ripercussioni sociali e occupazionali devastanti in territori che più di altri hanno subito le conseguenze della crisi economica innescata dalla pandemia. Chiediamo pertanto al Governo e al Mise di bloccare l’avvio della procedura di licenziamento collettivo da parte di Whirpool a Napoli e di introdurre al più presto la proroga del blocco dei licenziamenti a livello nazionale fino al 31 ottobre”, conclude la segretaria confederale della Uil

“È inaccettabile l’atteggiamento di Whirlpool. Il Governo intervenga e trovi una soluzione per evitare il disimpegno dell’azienda ed i licenziamenti. Napoli ed il Sud non possono perdere questa importante produzione industriale”.

“Sarebbe una sconfitta per tutto il Paese. Riteniamo sia necessario l’intervento del premier Draghi, la ripartenza del Sud non può avvenire attraverso il licenziamento di 350 famiglie e tutto l’indotto che ne è legato. Come Fim della Campania e di Napoli, nel corso dell’incontro, abbiamo ribadito al Governo e alla multinazionale, insieme alla Fiom e alla Uilm, di essere disponibili ad un confronto purché non sia condizionato dal ricatto dei licenziamenti”.

È quanto affermano il segretario generale Fim-Cisl Campania, Raffaele Apetino, e il segretario generale Fim Cisl Napoli, Biagio Trapani.

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