Il neo sindaco Manfredi: “Sicuramente sarà una giunta tecnica e politica. Napoli ha bisogno di una squadra di alto livello”

Per Gaetano Manfredi, neo sindaco col 63% delle preferenze, è tempo di pensare alla squadra di governo.

“Sicuramente sarà una giunta tecnica e politica. Napoli ha bisogno di una squadra di alto livello, non posso fare anticipazioni perché devo valutare le singole disponibilità”.

Il sindaco prevede la nascita dell’esecutivo entro un paio di settimane ed è molto soddisfatto del successo della sua lista civica, seconda alle spalle del Pd e con qualche decimale in più del M5s: “Un mandato forte che mi danno i cittadini: decidere per il bene della città. I primi 100 giorni saranno duri, dobbiamo riaprire il Comune che è un po’ impolverato”.

L’asse centrosinistra-M5s conquista anche tutte le dieci municipalità cittadine. Netta la maggioranza in Consiglio con 28 seggi, più quello del sindaco, contro i 12 dell’opposizione nei cui banchi siederanno Catello Maresca, Antonio Bassolino e Alessandra Clemente, sconfitti nella corsa alla poltrona di primo cittadino.

Solo nove le donne nella nuova assemblea. Il Pd – primo partito in città con il 12,2% – elegge sei consiglieri (uno in più del 2016) contro i cinque ciascuno della lista Manfredi (9,92%) e del M5s (9,73%, tre eletti in più rispetto alla volta scorsa).

Per i pentastellati – Conte e gli altri big si sono spesi molto qui in campagna elettorale – un risultato migliore rispetto ad altre grandi città pur se lontanissimo dalle percentuali di politiche ed europee. Il più votato, circa 4.400 preferenze, è il dem Gennaro Acampora, 35 anni, new entry in Consiglio.

Due gli eletti di Napoli Libera, la lista vicina al governatore Vincenzo De Luca che è stato uno dei principali sponsor della candidatura di Manfredi. Tra gli sconfitti Forza Italia è la prima forza del centrodestra (6,63%), perde circa tre punti rispetto al 2016 ma porta in Consiglio lo stesso numero di eletti, tre.

Fratelli d’Italia ottiene un consigliere, obiettivo mancato cinque anni fa, e triplica i consensi rispetto alla tornata precedente attestandosi al 4,41. Manca la Lega, la cui lista “Prima Napoli” è stata esclusa per vizi di forma.

Il totonomi ipotizza per la Giunta l’ex questore di Napoli Antonio De Iesu e l’ex ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

C’è chi pensa che la presidenza del Consiglio comunale possa andare a una figura di garanzia come Bassolino, ma Manfredi non si sbilancia: “C’è una maggioranza e dobbiamo partire da quella”.

Con tredici liste alle spalle il nuovo sindaco sa che non sarà facile quadrare i conti e soddisfare le aspettative di una maggioranza che va dal Pd al M5s, dalla Sinistra di ‘Napoli solidale’ ai deluchiani, dai civici di varia estrazione ai Verdi, fino a ‘Noi campani’ di Clemente Mastella.

I commercianti oggi gli regalano un corno portafortuna, lui esita – ieri ha ribadito la sua idea di una Napoli lontana dagli stereotipi – ma poi lo accetta: “Serve meno folklore, ma di un po’ di scaramanzia – scherza – alla fine abbiamo bisogno tutti quanti”

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