Terremoto giudiziario a Salerno: Accerchiato il sistema ‘De Luca’

È un terremoto giudiziario di vaste dimensioni quello che si è abbattuto all’alba di oggi sul Comune di Salerno. A una settimana esatta dal voto, la politica cittadina e quella regionale sono state travolte da un’inchiesta della procura di Salerno che ha portato all’esecuzione di dieci misure cautelari.

Tra i 29 indagati c’è anche il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, riconfermato lunedì con il 57% dei voti. Agli arresti domiciliari, invece, è finito Giovanni (Nino) Savastano, consigliere regionale eletto nella civica Campania Libera che alle Regionali del 2020 sostenne il governatore De Luca, ed ex assessore alle Politiche Sociali del Comune di Salerno. Stessa misura è stata disposta per Luca Caselli, direttore del settore Ambiente.

In carcere è finito Fiorenzo Zoccola, presidente di una cooperativa sociale nonché, secondo la Procura, gestore di fatto di diverse altre cooperative che si occupano della manutenzione del patrimonio comunale. Per altre sette persone (tutti presidenti di coop) è stato disposto il divieto di dimora a Salerno.

Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti inerenti l’aggiudicazione di appalti. A Savastano e Zoccola, la Procura contesta anche il reato di corruzione elettorale. Dalle indagini effettuate dalla Squadra Mobile sarebbe, infatti, emersa l’esistenza di un accordo tra i due: Savastano avrebbe promesso l’aggiudicazione e la proroga degli affidamenti in cambio del sostegno alle elezioni regionali del settembre 2020.

Intesa che l’assessore – poi eletto in Consiglio regionale con 16.569 voti nella coalizione a sostegno di De Luca – avrebbe portato avanti predisponendo e sostenendo le delibere di giunta relative all’affidamento dei servizi. Il sindaco Vincenzo Napoli, invece, è coinvolto nell’inchiesta assieme al suo collaboratore Felice Marotta e al presidente della società in house “Salerno Pulita”, Antonio Ferraro.

Per la Procura, insieme ad alcuni rappresentanti delle società cooperative, avrebbero turbato la gara per il noleggio di un lavastrade per la partecipata. In particolare, attraverso un meccanismo ben strutturato, avrebbero rivelato il contenuto delle offerte presentate dagli altri operatori economici, in modo da avvantaggiare una delle società cooperative.

Il sindaco Napoli, attraverso una nota, ha espresso “piena fiducia nell’azione della magistratura”. “Attendiamo sereni gli esiti dell’inchiesta – spiega – che ci auguriamo facciano rapidamente piena luce sui fatti contestati”.

Nell’inchiesta, intanto, è finita marginalmente anche Piazza della Libertà, la maxi-opera inaugurata proprio a poche settimane dal voto. La Procura contesta al dirigente Luca Caselli l’affidamento del servizio di vigilanza del cantiere che sarebbe avvenuto in maniera illegittima.

Un modus operandi che, secondo gli investigatori, non sarebbe “episodico” ma che testimonierebbe “il modo distorto” di gestire le “procedure di evidenza pubblica nel settore della gestione dei servizi da parte del Comune di Salerno”.

“Spero che non si ritorni a dover ascoltare le scuse magari dopo 10 anni di una vicenda giudiziaria” il commento del presidente della Giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca. “Tranquilli tutti quanti – ha aggiunto De Luca -. C’è un lavoro che è in corso, grande rispetto, serenità e grande fiducia. Punto. Tutto il resto è bene toglierlo di mezzo”.

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