Gianluca Cimminiello, vittima innocente della camorra: mandante ed esecutore condannati in via definitiva all’ergastolo

“La Corte Suprema di Cassazione conferma in via definitiva l’ergastolo per mandante e coesecutore dell’omicidio di Gianluca Cimminiello, vittima innocente della camorra. Oggi, dopo 11 anni e 8 processi noi sorridiamo, ce lo possiamo permettere. Si, perche’ ad oggi, e soprattutto per questa sentenza che condanna persone indegne che hanno passato la loro vita a distruggere vite senza alcun pentimento, io non penso che è finita anche la loro vita perche’ è un destino che hanno voluto loro stessi mettendo al primo posto potere, ricchezza e prevaricazione e condannando me e la mia famiglia all’ergastolo del dolore”.

Lo scrive sul suo profilo Facebook Susy Cimminiello, sorella di Gianluca che con caparbietà, grinta e grande forza d’animo, in questi 11 anni, ha combattuto a muso duro nelle aule giudiziarie per ottenere verità e giustizia.

“Il mio grazie più grande va a quell’uomo dietro di me con la mascherina nera che mi ha conosciuta 11 anni fa, mi ha visto piangere, ammalarmi, diventare mamma e donna e non è mai voluto apparire, è uno dei miei avvocati, e ci vogliamo un gran bene. Grazie a tutti per i messaggi pubblici e privati, ora vado ad abbracciare i miei figli”.

Gianluca Cimminiello, conosciuto come Zendark, il tatuatore di 32 anni vittima innocente di camorra fu ucciso il 2 febbraio del 2010.  Il tatuatore partenopeo venne barbaramente trucidato per una ritorsione: Cimminiello, infatti, reagì ad un pestaggio voluto dal clan Amato-Pagano.

Cimminiello aveva pubblicato sui social una fotografia nella quale sembrava che tatuasse l’allora calciatore del Napoli Ezequiel Lavezzi: ma si trattava solo di un fotomontaggio. In effetti Cimminiello voleva spiegare attraverso quel fotomontaggio che in giro c’era colleghi che fineva di aver tatuato celebrità a scopo di pubblicità.

Un concorrente, mosso da gelosia, si rivolse al clan affinché Gianluca ricevesse una lezione. Cimminiello, però, neutralizzò le persone che si erano recate nel suo salone di tatuaggi per pestarlo. Qualche giorno più tardi, un uomo armato si presentò nel negozio del 32enne a Casavatore, provincia di Napoli sparando e uccidendo Gianluca.

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