La denuncia del presidente della Corte d’Appello di Napoli: “La camorra si è inserita sul commercio delle mascherine”

“La pandemia è diventata un affare per la criminalità organizzata, si sono aperti nuovi scenari per la camorra che potrà trovare impulso per il riciclaggio e il reinvestimento di denaro nel mercato delle imprese turistiche, della ristorazione e dell’abbigliamento, colpite da difficoltà connesse alla richiesta di liquidità insufficiente alle eventuali richieste di prestiti usurari da parte della criminalità organizzata”. 

La denuncia è di Giuseppe De Carolis, presidente della Corte d’Appello di Napoli nel corso dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario presso la sala dei busti a Castel Capuano. 

Inoltre, nel corso dei lavori, è stato rilevato un interesse significativo da parte della criminalità organizzato per la produzione, distribuzione e commercio di dispositivi di protezione individuale, in particolare di mascherine chirurgiche e non, anche con vendite di grossi quantitativi ad enti locali e ospedalieri.

Infatti, è stato riscontrato che l’ambito della commercializzazione di mascherine protettive garantisce sia spunti per il riciclaggio che per nuove forme di guadagno ingente. Resta anche la distribuzione dei Dpi contraffatti, o perchè recanti marchi non autorizzati o perchè non a norma con le indicazioni sanitarie relative ai parametri di filtraggio o perchè privilegio di marchio C, che nella realta’

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