Con l’approvazione della riforma sui tagli dei parlamentari, non è possibile andare subito alle urne

L’aver detto chiaro e tondo nell’Aula del Senato di essere disponibile al taglio dei 345 parlamentari e quindi all’approvazione in Parlamento di una riforma pesante mette Matteo Salvini e la sua Lega definitivamente con le spalle al muro.

Di fronte all’approvazione definitiva della riforma costituzionale così importante e profonda certamente il presidente della Repubblica nell’immediato non potrebbe sciogliere le Camere.

Si lederebbe il diritto dei parlamentari a chiedere il referendum per la riforma in vigore soltanto nel 2024.

Il taglio del numero dei parlamentari comporterebbe la non possibilità di sciogliere le Camere prima di sei, sette mesi.

Per questo motivo la decisione di Matteo Salvini di essere disponibilità a votare la riforma, sostenendo che poi si potrebbe andare subito alle urne, non solo mostra la non conoscenza dei meccanismi parlamentari ma più che altro il leader della Lega in questa fase politica procede a braccio ed a strattoni.

Il punto è nel frattempo costruire la nuova maggioranza e un’alleanza di governo che realizzi dei punti condivisi e utili al Paese.

La priorità è riprendere i rapporti con la commissione Ue, rimettere i conti in sesto e aggiustare la mira sui decreti sicurezza in particolare l’ultimo criticato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha inviato una lettera alla Camere e al premier dove chiede due interventi: sulle sanzioni e l’obbligo di salvare i naufraghi. Imbarazzo tra i 5 Stelle perché quelle leggi indegne sono state condivise e approvate da loro.

Ora occorre abiurare e ammettere errori e linea politica. Non sarà facile.

Giulia Rosati

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