Liti e contrasti per i posti da sottosegretario e vice-ministro. Di Maio: “Non siamo un ufficio di collocamento”

“Non siamo all’ufficio di collocamento” duro e chiaro Luigi Di Maio ha ruggito a muso duro contro alcuni parlamentari Pentastellati che si attardavano fuori la sua porta e con insistenza chiedevano se c’erano novità sui nomi dei sottosegretari.

Il capo politico del Movimento 5 Stelle è contrariato dalle pressioni, insistenze e richieste da parte dei suoi.

Il premier Giuseppe Conte al più presto vuole dai partiti dell’allenza di governo l’elenco con i nomi dei possibili sottosegretari e vice-ministri. Massimo entro giovedì vuole chiedere a partita e cominciare l’operatività dell’Esecutivo.

Movimento Cinque Stelle, Partito democratico e Leu sono, in queste ore, impegnati nelle ultime trattative: si susseguono incontri, summit e riunioni per quadrare il cerchio.

Già oggi ci potrebbe essere un vertice di maggioranza definitivo e decidere i nomi da una rosa di disponibilità.

L’obiettivo, per il premier Conte, è fare “il prima possibile” occorre completare la squadra con i 42 sottosegretari. Ai 5S ne andrebbero 23, al Pd tra i 17 e i 18, a Leu 1 o forse 2.

Si tenta di farli giurare giovedì, quand’è convocato il Consiglio dei ministri. Non mancano discussioni e liti nei partiti.

Pier Paolo Milanese

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