Il permesso concesso all’assassino della guardia giurata, non contemplava la festa di compleanno. Il ministro della Giustizia invia gli ispettori

Occorre capire cosa sia accaduto e perchè è stato concesso quel permesso della vergogna.

Per questo ed altri motivi il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha incaricato l’Ispettorato di via Arenula di compiere accertamenti sul caso di perchè uno dei tre killer condannati per l’omicidio del vigilante Francesco Della Corte per il suo diciottesimo compleanno abbia ottenuto il permesso.

L’Ispettorato compirà accertamenti preliminari “volti a valutare la correttezza della procedura ed eventuali condotte disciplinarmente rilevanti”.

Nessuno dei giudici dell’istituto minorile di Airola, era informato che il detenuto in permesso temporaneo dovesse partecipare a una festa in suo onore per il compimento del 18simo anno di età.

Nessuno immaginava che la famiglia del giovane addirittura organizzasse palloncini, tavola imbandita, torta e candeline per celebrare il raggiungimento della maggior età di uno dei tre giovani che un anno fa partecipò all’uccisione a sprangate di Francesco Della Corte, la guardia giurata aggredita con immane violenza nei pressi della stazione della Metropolitana di Piscinola a Napoli in un tentativo di rapina dell’arma d’ordinanza.

Brutalità e spregio per la vita che contrastano con le foto dei festeggiamenti, pubblicati da un congiunto su di un social, e svolti in una sala di una parrocchia a poca distanza da Airola.

Alla vigilia dell’inizio del processo d’Appello – in primo grado tutti e tre gli imputati sono stati condannati a 16 e mezzo di carcere, quel permesso e le immagini dei festeggiamenti hanno turbato l’opinione pubblica e sollevato le ire dei familiari di Della Corte. Addirittura il capo della Polizia Franco Gabrielli ha espresso parole chiare e nette e di solidarietà con i congiunti di Della Corte.

La richiesta del legittimo permesso temporaneo contemplato dalla legislazione minorile da parte dei legali del giovane detenuto è stato accordato dai giudici tenendo conto – secondo le normative e le procedure – dopo una serie di pareri e di valutazioni tra cui anche quelle degli assistenti sociali.

Però nessuno era informato della festa di compleanno e più che altro della diffusione delle foto compreso il festeggiato. Sconcerto, allarme, turbamento e l’originarsi di un dibattito su di una urgente riforma della legislazione minorile.

Il carcere è riabilitativo, la pena deve sempre puntare al reinserimento di chi ha sbagliato nella società. È un principio stabilito dalla Costituzione. Lo Stato non fa vendette ma aiuta chi ha sbagliato e si è macchiato anche di crimini efferati a ridiventare cittadino.

Insomma, questi tre giovani dopo aver espiato la loro condanna definitiva, dovranno avere un’altra opportunità di riscatto. Un permesso temporaneo – concesso dopo attente valutazioni secondo le norme vigenti – dev’essere sempre in linea con determinate regole.

Ecco quelle foto rese pubbliche testimoniano altro. Comprensibili le parole di sdegno e condanna dei figli di Francesco Della Corte con Giuseppe che ha detto : “Vorrei avere anch’io un permesso per abbracciare mio padre”.

E poi Marta che in un post ha tra l’altro scritto: “Ci hanno costretto a vivere con il cuore a metà . Il tempo aggiusta le cose, dicono, ma non sempre. Non importa quanto tempo passerà , mio padre non varcherà più la porta di casa , non incontreremo più i suoi occhi complici e non sentiremo più la sua voce o il suo profumo”.

“Vedere chi ti ha portato via l’altra parte del tuo cuore a poco più di 1 anno dal fatto, così ritratto sui social, è dura e fa male. Mio padre era entusiasta della vita , profumava di vita e gli hanno tolto la possibilità di realizzare i suoi sogni”.

E poi la riflessione e l’auspicio di Marta: “Ci auguriamo che il 19 settembre a chi crede che sia un passatempo divertente colpire alle spalle un essere umano, a chi ha la crudeltà di guardare negli occhi un uomo a terra ferito indifeso agonizzante e continuare a colpire, a chi riesce a vivere consapevole di aver tolto un papà a dei figli ed un marito ad una moglie senza il minimo pentimento , a queste persone ci auguriamo non venga scontato nulla, ma che quel giorno la giustizia,come dovrebbe essere sempre e per tutti gli uomini in un stato di diritto, faccia il suo corso!”

Intanto, continua la mobilitazione delle guardi giurate e l’avvio di una campagna di sensibilizzazione. “La cosa che più ci indigna – spiega Michele Onorato – e che da quelle foto pubblicate sui social ci fa capire che quel giovane non è ancora pronto per essere inserito nella società e non ha capito la gravità delle sue azioni”.

Arnaldo Capezzuto

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