Napoli non ci sta. Dopo la votazione della mozione in Consiglio Comunale che impegna l’amministrazione guidata dal sindaco Gaetano Manfredi ad interrompere i rapporti istituzionale con lo Stato di Israele e promozionare attività umanitarie in favore della popolazione palestinese ecco un ulteriore segnale che dalla metropoli all’ombra del Vesuvio s’irradia nel mondo.
Oltre duemila napoletani, tra loro tanti turisti, si sono ritrovati alla Rotonda Diaz per ‘Tutti giù per terra’ il flash mod di solidarietà con Gaza e il popolo palestinese contro il genocidio portato avanti dall’esercito di Israele. Alle 19,45 è partito l’audio di una sirena di allarme antiaereo, seguito dai rumori di una città bombardata con le urla della gente impaurita.
Pochi istanti e circa duemila persone si sono stese a terra ‘Tutti giù per terra’ ricoperti da lenzuoli bianchi. Corpi ammassati per quantificare visivamente i morti di Gaza. È seguito la lettura del lungo elenco di nomi dei bambini e dei ragazzi morti a Gaza.

La manifestazione è stata organizzata a Napoli da Life for Gaza e dalla Comunità Palestinese della Campania. Tanti corpi distesi per ricordare bambini, donne e uomini, giornalisti, medici, infermieri, operatori umanitari e tutte le altre vittime innocenti.

A circoscrivere l’evento tante le bandiere palestinesi installate lungo i corri mani, senza il pericolo che qualcuno le potesse rimuovere come accade in tutto il mondo, per un flash mob che ha catturato l’attenzione di tantissimi partenopei e per tante famiglie che passeggiavano sul lungomare.

“A Gaza vorremmo sentire il rumore della vita, ma oggi si sente solo il rumore della morte” ha detto alla fine della manifestazione Susan Fatayer, della comunità palestinese, mentre Omar Suleiman ha ribadito la richiesta di “una chiara condanna del genocidio da parte del sindaco di Napoli”.















































































































































































