Associazione Museo del Vero e del Falso e l’impegno per i giovani

Esiste una realtà sommersa che condiziona negativamente lo sviluppo economico del nostro Paese. I recenti dati dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) parlano chiaro: nel circuito dell’Unione Europea la contraffazione ci sottrae 60 miliardi di euro all’anno, con una perdita di 468.000 posti di lavoro. Solo in Italia perdiamo in un anno 10,5 miliardi di euro.

Dati allarmanti già noti alle forze dell’ordine che sequestrano quotidianamente tonnellate di merci pericolose presso rivenditori irregolari in tutta la nazione.

Questo enorme lavoro svolto non riesce però a riqualificare in modo consistente l’attuale condizione perché il fenomeno è prima di tutto un problema di tipo culturale.

Luigi Giamundo con il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho

A Napoli, esiste già da qualche anno un progetto dinamico e innovativo che propone agli utenti una nuova cultura della responsabilità civile.

“Prodotti tossici. Lavoratori sfruttati. Trasporti rischiosi. Zero fatturazione. Nessun controllo sulla qualità e la sicurezza del prodotto. Manovalanza criminale. Perdita di lavoro e fallimento di imprese sane che non riescono a competere. Crescita dell’economica illegale. Proseguiamo? Non acquistare prodotti contraffatti”, parla chiaro uno dei tanti spot pubblicati dall’associazione partenopea ‘Museo del Vero e del Falso’ che vede tra i suoi promotori Confindustria Campania, Unione Industriali Napoli, Assocalzaturifici, Linea Pelle, Unic (Associazione dei conciari) e Sistema Moda Italia.

Un progetto che prova a sensibilizzare i cittadini sui danni arrecati dalla contraffazione e lo fa con tantissime iniziative sul campo.

Per coinvolgere i giovani, i principali destinatari delle informazioni proposte, l’Associazione Museo del Vero e del Falso pubblica quotidianamente attraverso i principali social media, iniziative, post, immagini, grafici, video e tanto altro ancora per mantenere viva l’attenzione sul fenomeno e soprattutto per informare le nuove generazioni su cosa significa contraffazione, su cosa possiamo fare per arginare il problema e su quanto ci danneggia in termini economici e di salute.

“Bisogna passare dalla fase delle analisi e delle diagnosi alle azioni concrete che diano risposta alle esigenze reali e prioritarie delle imprese: il modec, comitato di indirizzo regionale, che vede insieme imprese con assessori regionali, interpreta questa esigenza”, è la sintesi di uno dei recenti interventi messi in atto dall’Associazione e dal suo Presidente, Luigi Giamundo.

“Sono tante le attività svolte e siamo felici di vedere, attraverso i nostri social, la partecipazione attiva di un pubblico giovanile. Per noi, i ragazzi sono i principali protagonisti del cambiamento. Proprio per sostenere i giovani, a giugno abbiamo contribuito, anche quest’anno, con una borsa di studio al Premio Nazionale Amato Lamberti, per testimoniare il nostro impegno volto ad affermare il principio della legalità attraverso la lotta alla contraffazione ed alla concorrenza sleale; il rispetto delle regole è la precondizione per il regolare svolgimento dell’attività di impresa” – sottolinea -.

Nulla potrà migliorare fino a quando non si favorirà una corretta informazione, questo perché, troppo spesso, chi acquista merce contraffatta non è consapevole delle conseguenze.

“Noi proviamo a spiegare alle persone perché è sbagliato acquistare merce contraffatta. A Napoli abbiamo raccolto foto che testimoniano la vendita di oggetti contraffatti; in una sola piazza oltre 20 punti vendita abusivi. È questa l’immagine che si presenta ai tanti turisti che in questi primi giorni estivi affollano la città partenopea. Questo scenario è allarmante e dimostra quanto sia dilagante il fenomeno, con conseguenti danni arrecati sia alla collettività in termini economici che alla salute dei consumatori” – racconta il Presidente Giamundo –

“Di recente poi, abbiamo realizzato ‘#nonsiamofalsi’ un’efficacissima campagna di sensibilizzazione, ancora in corso, lanciata sulla fan page di facebook. Un invito, in pratica, a metterci la faccia contro l’industria dei prodotti falsi. Basta scegliere uno tra i venti messaggi di sensibilizzazione da noi postati e inviarci il selfie. L’esperimento ha avuto un ampio consenso con centinaia di ragazzi che ci hanno inviato e continuano a inviarci foto reggendo cartelli con il messaggio scelto contro la contraffazione”.

“Un altro progetto recente che ci ha visti protagonisti in giuria è stato ‘Education – Lotta alla Contraffazione’: si è svolta a Roma la premiazione delle scuole della Campania, del Lazio e della Lombardia, che hanno partecipato al progetto avviato dalla Direzione Generale del Mise per la Lotta alla contraffazione. Sono stati premiati gli alunni della scuola Europa di Pomigliano D’Arco con la loro rappresentazione teatrale sulla contraffazione” spiega Giamundo.

“Il progetto, quest’anno sperimentale, è stato inserito dal Mise nella programmazione del 2020, viste le tante adesioni ottenute; la partecipazione delle scuole campane è il risultato del nostro impegno di sensibilizzazione al fenomeno della contraffazione in un progetto di respiro nazionale”.

Un impegno importante per contrastare un problema ancora poco conosciuto ma che contamina la vita quotidiana di ognuno.

La volontà dell’Associazione Museo del Vero e del Falso è quella di creare una rete di partecipazione con iniziative e proposte normative volte a dare il giusto valore al made in Italy e all’impegno costante di piccole e medie imprese della Campania.

“A migliorare la qualità della vita di questa regione ci penseranno i ragazzi, la nostra risorsa migliore, tocca a noi sostenere il loro progresso, poiché, citando il Sociologo Amato Lamberti : “Solo i giovani possono dare nuova voce alla voglia di legalità delle nostre terre’” – ha concluso il Presidente Luigi Giamundo.

Amedeo Zeni

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