La bella spennellata con la città allo scatafascio

Dell’America ‘s cup non mi interessa granché, se tutto il resto è uno scatafascio e  vivi e lavori oltre quella Napoli fotografata e acclamata, nel resto della città terra di nessuno.

Traffico congestionato, metro allagata, corse saltate, persone stipate come animali da macello, incertezza diffusa tra la gente che arranca il vivere quotidiano. Tutti impazziti per le vele, una  foto-ricordo con i catamarani alle spalle e pronti a postarle sul social book in real time per documentare  l’ “IO c’ero”, con la smania di entrare far parte dell’evento mediatico e sentirti mediatico pure tu : un pezzo di storia .

Che poi di tale sport si sia venuti a conoscenza di recente, quello è un dettaglio trascurabile. Bello vedere le foto degli spettatori, tutti costipati lì sul lungomare, attenti  a registrare ogni cosa per raccontarla e  tornarsene a casa sereni con parcheggi e mezzi pubblici efficienti  e servizievoli: anche le corse della collinare potenziate. Che bella Napoli. Cristallizzatela così che, nei day after cup, potrete anche raccontare di aver letto sul display della metro linea 1 “prossimo treno tra 7 minuti”  e colmare con i lieti ricordi tempi di attesa normalmente ben più lunghi.

Che meraviglia l’America ‘s cap.  Frotte di turisti, locali affollati: una nuova Napoli rinascimentale  che sovrascrive quella sommersa dalla munnezza, si prospetta finalmente un nuovo corso. Sperando che non sia rattoppato come il corso Vittorio Emanuele, asfaltato alla meno peggio, giusto una spennellata per far finta che. Personalmente passo. Mi basta una partita del Napoli e una “cap ‘e cafè.

Monica Capezzuto
Vedi  “La Repubblica” del 17 aprile 2012

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