LA ROMEO SPA ha messo fuori l’artiglieria pesante. I bombardamenti avvengono su più versanti. La strategia è di attaccare a testa bassa. La data è vicina: il 16 dicembre prossimo scadrà il contratto che lega da 22 anni la società di gestione immobiliare con Palazzo San Giacomo. La Giunta presieduta dal sindaco Luigi De Magistris ha deciso di non decidere,  barcamenandosi tra bando di gara, proroga e qualche idea creativa. Mentre l’assessore al Patrimonio del Comune di Napoli sfoglia la margherita, il patron Alfredo Romeo muove le truppe e organizza la guerriglia.

Per ora l’immobiliarista è alla fase dell’accerchiamento, una strategia ben appresa nel corso della Prima Repubblica quando i politici erano come delle cavallette fameliche e bisognava sfamarli per ottenere servigi. É crollata la prima Repubblica, della seconda ci sono soltanto le macerie e il sistema resta sempre quello. Certo qualche flop non è mancato.

L’affare Global Service duole ancora. Gli assessori sfrantumati della Giunta guidata da Rosa Russo Iervolino non erano all’altezza, anzi per colpa loro il prenditore-imprenditore finì nuovamente nel carcere di Poggioreale beccandosi  – in primo grado – anche una condanna a due anni per corruzione. Dietro l’angolo c’è imminente l’appello e il giudizio per gli abusi commessi da Romeo nella realizzazione del suo hotel extra-lusso in via Cristoforo Colombo, zona dell’ “Antica Dogana”, che dà il nome ad un progetto tanto caro all’immobiliarista.

Casualmente una serie di articoli comparsi su prestigiosi giornali nazionali accreditano Romeo come “un player di valore internazionale”. Sorprende il potere di preveggenza dell’attuale assessore al Patrimonio Tuccillo, infatti, il 21 agosto scorso, in un intervento pubblicato a pagina IX  sul quotidiano “La Repubblica-Napoli”, elencò una serie di ipotesi strategici del Comune per gestire il patrimonio pubblico.

In particolare l’assessore illustrò il punto C: “L’ipotesi dell’affidamento a Consip (organismo del ministero delle Finanze) non presenta  controindicazioni. Questo ente, infatti organizza ed espleta gare su tutto il territorio nazionale, con players di assoluta affidabilità”. Alfredo Romeo c’è e combatte. Bene, bravo, bis assessore. É stato chiarissimo. Neppure c’è da aggiungere altro.

L’assessore Tuccillo ha una manifesta propensione all’annuncio di querele facili via ufficio stampa. Constatiamo che  la giunta regionale della Campania diretta dal presidente Stefano Caldoro ha  portato in dote 783 mila euro ad Alfredo Romeo aderendo alla convenzione tra Consip (che coincidenza, sic!) e l’immobiliarista. A quest’ultimo palazzo Santa Lucia gli ha affidato fino al 2016 la manutenzione degli impianti delle proprie sedi. Cioè la Romeo gestioni Spa nei fatti è diventata (vedesi punto C) un “players di assoluta affidabilità” proprio dell’organismo del ministero delle Finanze.

É solo uno dei tanti casi di profezia che si auto-adempie. É chiromanzia  amministrativa. Peccato però che come riporta  il sito  http://www.italiaoggi.it l’autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, il 29 ottobre con decisione numero 87 ha stabilito che la Romeo gestioni Spa, capofila napoletana del raggruppamento temporaneo di imprese Rti Romeo gestioni spa, al quale è stato affidato impropriamente uno dei contratti del lotto numero 9 di una delle due gare comunitarie (Fm1 e Fm2) a procedura aperta bandite da Consip Spa per la “fornitura di servizi di facility management per immobili in uso a qualsiasi titolo alle Pubbliche Amministrazioni, adibiti prevalentemente a uso ufficio”, abbia ricevuto in dono oltre 9 milioni di euro senza averne diritto.

Un autentico cadeau, almeno così lo definisce l’Avcp, che scrive: “Si è configurato, nei fatti, un affidamento diretto che ha attribuito un ingiustificato vantaggio, pari a oltre 9 milioni di euro alla Romeo Gestioni spa, in quanto aggiudicataria di un lotto diverso da quello di pertinenza della commessa in esame, secondo le regole sancite dal capitolato tecnico predisposto dalla stessa Consip Spa”.

Ma Romeo si consola con la sua Napoli: all’ombra della rivoluzione arancione l’imprenditore dorme sonni tranquilli: vende, compra, rivende e ricompra immobili, tappezza la città di manifesti, incassa  milioni di credito dal Comune di Napoli e fiducioso aspetta il progetto “Dogana Antica”.

Nel frattempo i suoi generali preparano le truppe per sferrare l’attacco finale e riprendersi con creatività la gestione del patrimonio immobiliare del Comune di Napoli.

Genny Attira

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