Lo definiscono un agguato, un colpo di mano, un golpe. Far votare cambi strutturali dell’assetto del M5S sulla piattaforma Rosseau alla vigilia di Ferragosto è stata una buffonata secondo molti gruppi organizzati dei Pentastellati.

Invece tutto è stato deciso da lui e ora – denunciano attivisti e esponenti in Parlamento – il fu Movimento è nei fatti ufficialmente diventato un comitato elettorale.

A sancire e ordinare il cambio di marcia è stato Luigi Di Maio colui che sulla carta non ha nessun un ruolo apicale nel Movimento.

Salta il vincolo dei due mandati e si potranno siglare alleanze con altri partiti e in particolare con il Partito Democratico.

È un passaggio storico come si precipita a dichiarare Di Maio, un leader che nonostante non sia riuscito a imbroccare una decisione giusta e’ per autoproclamazione alla guida del M5S.

La grande riforma interna, insomma, passa attraverso la sua regia. Non si capisce chi lo abbia legittimato, chi e perché gli ha affidato il mandato e in rappresentanza di chi. Misteri che si aggiungono ad altri misteri.

E uno tra gli storici sostenitori del M5S scrive sul suo profilo:”Per me è davvero incredibile che a proporre una modifica di una regola sia colui che ne beneficerà direttamente. Una regola come quella dei due mandati, cambiata, si dovrebbe applicare un anno dopo la ratifica. Perché altrimenti vuol dire che la si cambia per opportunismo e l’opportunismo applicato alla politica è molto pericoloso.
Mo non pretendo che lo scriva Beppe, mi accontenterei già di Roberto o di Vito … vabbè Universo fai tu…”.

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