A poche ore dal maxi blitz che ha portato in carcere 50 persone tra boss e gregari del clan Angelino-Gallo che in pratica controllavano millimetricamente la commercializzazione di droga nel Parco Verde di Caivano con attive oltre 25 piazze di spaccio per un business da 500mila euro al mese, regna il silenzio più assoluto.
In giro non si vedono scooter e neppure guaglioni. Non è un segreto se molte famiglie traevano il proprio reddito proprio dalle attività di filiera collegate alla vendita della droga. Non camorristi ma semplice manovalanza a disposizione degli spacciatori per basi servigi. Una piccola fetta del business della vendita di stupefacenti viene redistribuita, insomma, per chi vive nella zona come welfare. Il colpo inferto dalla Direzione Distrettuale Antimafia è stato fortissimo. E qualcuno dei residenti a bassa voce dice: “Ora come vivremo?”

Sono stati i carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna a dare esecuzione dell’ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Napoli. Nel mirino i capi dell’organizzazione Angelino-Gallo di Caivano che dopo l’azzeramento dei i Sautto-Ciccarelli, egemone nello spaccio di stupefacenti ed estorsioni, sono stati raggiunti dalle misure cautelari.
Dopo il ridimensionamento dello spaccio a Scampia, quartiere a Nord di Napoli e delle Salicelle di Afragola l’attenzione degli investigatori si è concentrata su il Parco Verde di Caivano, luogo dove sono aumentati vertiginosamente gli affari legati allo smercio della droga, e quindi dopo Scampia rendere quest’area la piazza di spaccio più grande d’Europa.

Da tempo però con l’aumento del contrasto alla criminalità e lo smantellamento delle piazze di spaccio, il Parco Verde ha perso peso rendendolo un territorio meno sicuro per le attività di vendita al dettaglio della droga. È il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri a spiegare come sia giunto il omento delle persone perbene di Caivano di occupare gli spazi liberati dallo Stato.
“La camorra esiste perché con la camorra si interagisce. A qualunque livello. Il cavallo di ritorno? Una scelta di campo da parte dei cittadini che creano in questo modo legittimazione e consenso rispetto alla camorra. È la quarta volta che colpiamo le organizzazioni criminali della zona decapitando il clan di turno. Prima c’erano i Sautto-Ciccarelli, poi sono arrivati gli Angelino-Gallo. Adesso non ci risultano nuovi soggetti in grado di raccogliere l’eredità criminale” – sottolinea Gratteri.
















































































































































































