Gli ispettori hanno chiuso la relazione sulla festa di matrimonio all’interno dell’Archivio di Stato di Napoli con banchetti, champagne, sigarette, fumo artificiale, fuochi d’artificio. Il documento è stato inviato alla commissione interna al ministero della Cultura. Sembra che la relazione degli ispettori non deponga bene per l’Archivio di Stato e per chi lo dirige, Candida Carrino. Qualcosa è andato storto.
Legittimo assegnare, come prevede il regolamento, alcuni locali della struttura musea per eventi privati fermo restando si stia all’interno del rigido protocollo che prescrive come svolgere gli eventi all’interno di luogi storico artistici. La festa di matrimonio ospitata all’interno del sito culturale il 7 dicembre scorso non sarebbe stata “accolta”, secondo gli ispettori, adoperando tutte le misure di sicurezza idonee che il caso richiedeva e neppure con cordoni o dispositivi utili a definire una fascia di rispetto tra i tavoli e le scaffalature. L’arrivo della relazione è stata annunciata sul sito del Mic.

“Con riferimento alla concessione degli spazi monumentali — si legge — dell’Archivio di Stato di Napoli per una festa di matrimonio che si è svolta lo scorso 7 dicembre, i funzionari incaricati dalla Direzione generale Archivi del ministero della Cultura hanno inviato la relazione di sopralluogo al direttore generale archivi, Antonio Tarasco. L’attività ispettiva si è concentrata sulla conservazione dei luoghi e del patrimonio archivistico; sulla corretta applicazione dei canoni stabiliti dai regolamenti ministeriali; sul progetto di allestimento del matrimonio; sulla congruità del numero di unità di personale impiegato”.
E su questo aspetto gli ispettori scrivono: “Riguardo alla gestione complessiva dell’evento, i dipendenti sottolineano la non congruità del numero di unità impiegate e le conseguenti difficoltà a esercitare un’adeguata vigilanza. Gli stessi confermano quanto riferito dalla direttrice circa l’assenza di una vera e propria contrattazione per il conto terzi, dovuta a ritardi e difficoltà organizzative”.
“Assieme ai sindacati avevamo denunciato lo scempio avvenuto in un luogo storico”- dichiara il deputato di alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli- “e, nonostante le spiegazione della direttrice che aveva affermato che ‘ Non c’è stato alcun rischio per l’Archivio di Stato: non avrei mai potuto concedere l’uso degli spazi a nessuno senza le necessarie garanzie’, ci abbiamo visto giusto. Ora ci aspettiamo dei provvedimenti sia da parte della Soprintendenza che dal Ministero. Una vicenda che purtroppo fa emergere ancora una volta l’inadeguatezza di alcuni dirigenti pubblici. Ma al di là delle motivazioni sulla sicurezza e di tutela del patrimonio, è il caso di ridicolizzare così il nostro patrimonio storico”
















































































































































































