La trama è sempre la stessa. A Giugliano, le mani del clan Mallardo sull’amminstrazione pubblica è un dato di fatto e soprattutto una costante. Nuova inchiesta della magistratura e nei guai finiscono esponenti di vertice del clan Mallardo, famiglia componente dell’Alleanza di Secondigliano e pezzi di pubblica amministrazione. Tra gli arrestati c’è l’ex sindaco Antonio Poziello e diversi consiglieri comunali.
Gli indagati devono rispondere a vario titolo di di associazione di tipo mafioso, di scambio elettorale politico-mafioso, nonché di estorsione, tentata estorsione, usura, trasferimento fraudolento di valori, corruzione. Le indagini sono state condotte dai carabinieri del Ros, spicca la figura di Andrea Abbate, affiliato al clan Mallardo e ritenuto dagli investigatori il grande mediatore nei rapporti tra il clan e gli esponenti della pubblica amministrazione giuglianese, nel 2015 avrebbe promesso al candidato sindaco Poziello di mobilitare la cosca per procurare voti e supportarlo nella corsa elettorale.

Non sono rapporti economici ma la nuova amministrazione avrebbe favorito il clan nella sua complessa articolazione nell’aggiudicazione di appalti e di lavori pubblici in favore di ditte o imprese legate proprio ai Mallardo oppure indicate dalla cosca. A Poziello, dopo una consiliatura come primo cittadino, poi ricandidato ma non eletto e oggi consigliere comunale, vengono contestati diversi episodi corruttivi per procurarsi voti in occasione delle elezioni comunali di Giugliano del 20 e 21 settembre 2020, versando 10mila euro a Francesco Mallardo, detto ‘o’ marmularo’, elemento di vertice del clan. Tra i capi d’accusa c’è anche turbativa d’asta, insieme ad Antonio Poziello viene tirato in ballo anche un assessore.
Per gli inquirenti, in cambio, avrebbero ricevuto soldi e la promessa di posti di lavoro. Core business dei clan mettere le mani sulle gara d’appalto per il recupero degli immobili e degli alloggi di edilizia residenziale pubblica a Giugliano. Nell’inchiesta anche i lavori per la realizzazione della strada per collegare Giugliano alla nuova Base Nato. Focus anche sulla gestione dei parcheggi a pagamento. Per gli inquirenti, Poziello, nel 2017, avrebbe ricevuto trecentomila euro in cambio del permesso a costruire per la realizzazione di un supermercato di una grossa catena. Gli imputati si devono considerare innocenti fino a prova contraria. Siamo in una fase d’indagine e vale la preseunzione d’innocenza.















































































































































































